Filodiretto - Risposte

Benvenuti nella sottosezione del sito dove sono ospitate le risposte ai quesiti inviati dai Soci ed inseriti nella sottosezione " Filodiretto - Quesiti "

Quesiti che hanno avuto risposta

Quesito inserito da Giuliano Cosmar ( ospedaletto da campo 229)  con risposta di Raffaele Attolini (Società Storica per la Guerra Bianca)

Quesito di Battista  Salvi  con risposta di Roberto Colla ( PM 40 )  

Quesito di Alfredo Garbarino ( annullo Cicladi )

Quesito di Oriano Zamò con risposta di Giancarlo Polverari

Quesito di Fabio Caggiula con risposta di Giuseppe Beccaria

Quesito di Battista Salvi con risposta di Roberto Colla

Quesito di Alberto Blanco con risposta di Raffaele Ciccarelli

Quesito di Antonio Ciofi con risposta di Roberto Colla

Quesito di Mario Lattanzi con risposta di Giuseppe Beccaria

Quesito di Enzo Pittana con risposta di Fabio Caggiula

Quesito di Davide De Marzi con risposta di Beniamino Cadioli

Quesito di Eugenio Bruno Bolleri con risposta di Enrico Bettazzi

Quesito di Eugenio Bruno Bolleri con risposta di Samuel Rimoldi

Quesito di Mario Lattanzi con risposta di Giuseppe Rossi

2° Quesito di Pino di Padova con risposta di Enrico Bettazzi

Quesito di Francesco Bellucci con risposta di Enrico Bettazzi

Quesito di Bruno Lucci con risposta di Giancarlo Polverari

Quesito di Giuseppe Pandolfo con risposta di francruvolo@yahoo.it

Quesito di Davide De Marzi con risposta di Giancarlo Polverari

Quesito di Franco Lari con risposta di Enrico Bettazzi

Quesito di Sandro Di Pierdomenico con risposta di Mario Carloni

Quesito di Bruno Papinutto con risposta di Enrico Bettazzi

Quesito di Roberto Colla con risposta di Giuseppe Beccaria

Quesito di Graziano Motzo con risposta di Enrico Bettazzi

Quesito di Attilio Piantoni con risposta di Giuseppe Beccaria

Quesito di  Francesco Monaco  con risposta di Enrico Bettazzi

Quesito di Sebastiano Giaquinta con risposta di Sergio Colombini

Quesito di Ezio Gorretta con risposta di Giuseppe Beccaria

Quesito di Marco Cannas con risposta di Sergio Colombini

Quesito di Carlo Pintarelli con risposta di Roberto Colla

Quesito di Costantino Gironi con risposta di Enrico Bettazzi

Quesito di Lorenzo Carra con risposta di Mauro Caimi

Quesito di Giuseppe Beccaria con risposta di Silvano Sorani

Quesito di Luciano Maria con risposta di Silvano Sorani

Quesito di David Martignetti con risposta di Giancarlo Polverari

Quesito di Luciano Maria con risposta di Giancarlo Polverari

Quesito di Gabriele Costa con risposta di Fiorenzo Longhi

Quesito di Graham Scott con risposta di Piero Macrelli

Quesito di Claudio Toscano con risposta di Patrizia Zennaro

Quesito di Flavio Pini con risposta di Beniamino Cadioli

Quesito di Attilio Piantoni con risposta di Sergio Colombini

Quesito di Pino di Padova con risposta di Enrico Bettazzi

Quesito di Celeste Barducci con risposta di Samuel Rimoldi

Quesito di Bruno Travella con risposta di Antonio Lampariello

Quesito di Antonio Ereno con risposte di Stefano Domenighini e della Redazione

Quesito di Gabriele Costa con risposta di Roberto Colla

Quesito di Gianluca di Lauro con risposta  della Redazione

Quesito di Maria Marchetti con risposta di Luigi Sirotti

Quesito di Eugenio Bolleri con risposta di Bruno Crevato-Selvaggi

Quesito di Bruno Lucci  con risposte di Bruno Crevato-Selvaggi e Stefano Domenighini

Quesito inserito il giorno 10 maggio 2009

Vorrei sapere per cortesia dove era dislocato l'  ospedaletto da campo n. 229  nel periodo luglio 1915 a ottobre 1917   e a quale grande unità sanitaria   era collegato e  a quale ufficio di posta era collegato.
 Distinti saluti

Cosmar Giuliano

Risposta inserita il giorno 15 febbraio 2016

PS: documentazione esaminata presso Archivio Ufficio Storico dell’Esercito di Roma

Raffaele Attolini

Società Storica per la Guerra Bianca

Quesito inserito il 16 ottobre 2012

Buongiorno a tutti.
di recente ho trovato la cartolina in franchigia di cui invio scansione l'annullo di PM purtroppo non si vede, a mano è scritto posta militare 40r, al retro BUTABEST 24-7-41.
come, descritto nel Marchese il reparto inizia il trasferimento da Verona il 23-7-41, ed inizia le operazioni il 27-7-41 a Gura Humorului ( Romania).
l'indicazione Butapest, è solo di transito delle truppe in Romania già il giorno dopo la partenza da Verona, o può essere un avamposto di cui il militare in questione faceva parte?.
un ringraziamento a tutti

Salvi Battista

      
 

Risposta inserita il giorno 22 ottobre 2012

Non si può confondere la dislocazione degli Uffici Posta Militare con la localizzazione dei reparti che da questi erano serviti. Sul catalogo Marchese è indicato che da Verona l'UFFICIO POSTA MILITARE 40 iniziò il trasferimento il 23.7.41 per la Romania dove giunse il 27 dello stesso mese. Ma nelle note relative alla cronistoria dell'Unità si dice che nel luglio 41 la 3 Div P.A.D.A. venne inquadrata nello CSIR e che il 6 settembre raggiunse il fronte sul fiume Dnjepr. Questo denota che, nelle date dello scritto, gran parte dei reparti della divisione erano a qualche migliaia di chilometri dal luogo di dislocazione del UPM 40. Osservando la CF si rileva che la stessa è stata scritta il 24.7 e (affidata a militari od imbucata nella cassetta postale del Messaggere di una delle tante tradotte che con base a Verona facevano la spola per il trasferimento del CSIR) giunse a Verona e lì postalizzata il 30.7.41 utilizzando la posta civile. Il timbro in alto a destra, completamente illeggibile, potrebbe essere o bollo di reparto o d'arrivo. Certamente non dell'Uffcio PM 40 che in quei giorni faceva il percorso opposta alla CF presa in considerazione

Roberto Colla

Quesito inserito il 16 ottobre 2012

Buongiorno,

gradirei sapere l.'annullo "CICLADI" rappresentato su questa cartolina, quanto tempo è stato in vigore nell'Egeo.

Grazie mille.

Alfredo Garbarino


Risposta inserita il giorno 16 ottobre 2012

Il bollo CICLADI venne utilizzato dalla Sezione Staccata dell'Ufficio Posta Militare a Syra dal 14.5.41 al 30.7.41. In Syra venne istituita in sostituzione della Sezione Staccata della PM 550 dal 1.8.41 la Sezione Staccata A dell'Ufficio Posta Militare 62 che, forse perchè non pervenuti in tempo i propri bolli, continuò ad adoperare il bollo Cicladi fino al 31.8.41. Dopo questa data il detto bollo venne utilizzato ancora ma saltuariamente. L'ultima data conosciuta è il 6.9.41.

 Roberto Colla

Quesito inserito il 4 settembre 2012

Gradirei sapere dove posso trovare dei libri o riviste che mi indichino la localizzazione delle feldpost austriache durante la 1° Guerra Mondiale e se esiste un catalogo dei timbri di censura sempre della 1° Guerra .

Distinti saluti e grazie

Oriano Zamò

Risposta inserita il giorno 8 ottobre 2012

In merito alla Sua richiesta, le posso segnalare i seguenti volumi:
- Stempel – Handbuch der K.u.K Felpost in Ősterreich-Ungarn 1914-1918 di Herwig Rainer edito nel 2003 dove vengono elencati e valutati tutti gli uffici della posta militare austriaca con indicazione di quelli inviati all’estero (spesso c’è solo Italien e non la località). E’ in vendita da un noto commerciante specializzato nella vendita di libri ma, con un po’ di fortuna, si può trovare ad un prezzo inferiore su ebay o su delcampe.
- Die Besetzung Obertitaliens 1918 mit Gliederung und Feldpostämtern” di Hans Riedel edito nel 1993. Scritto in tedesco tratta la storia relativamente al 1918 dei vari uffici di posta militare dislocati in Italia citando i reparti a cui erano assegnati e le località dove avevano sede.
- Austro-Hungarian A.P.O’s – 1914-1918 di Keith Tranmer dewl 1973. E’ un classico, in inglese, che si può trovare, raramente, in qualche asta dove, come nel precedente, vengono elencati gli annulli di posta militare con la loro dislocazione (in ambito nazionale e raramente anche la località) ed eventuali spostamenti durante la guerra.

Non conosco altre pubblicazioni, a parte qualche articolo molto approssimativo di nessuna utilità o quasi per una seria ricerca.

Per quanto riguarda la seconda domanda non sono a conoscenza della pubblicazione di cataloghi relativi alle censure della I Guerra.
Esiste un articolo, a firma di Walter Astolfi, sugli uffici di censura della I Guerra presso gli uffici civili per le corrispondenze dirette all’estero con indicazione della località pubblicato nel numero 44 del settembre 1985 (pag. 3 e seguenti) della nostra rivista. Nell'articolo è riportato anche l'elenco di tutti gli annulli all'epoca conosciuti dall'Astolfi con l'indicazione delle varie tipologie riscontrate. Nelle intenzioni doveva servire per cercare di censire e catalogare tutte le censure nominative della prima guerra ma ... non mi risulta abbia avuto seguito.
Consideri, come può vedere da varie lettere che un Ufficio Censura esisteva presso ogni ufficio della Posta Militare e che praticamente ogni reparto aveva almeno un incaricato per la censura della corrispondenza in partenza.
Giancarlo Polverari.

Quesito inserito il 29 agosto 2012

Salve,
Sono venuto in possesso di una lettera della quale invio scansione, viaggiata nel 1907 da Roma per città, affrancata per cent. 2, tariffa "Fattura commerciale aperta". Nel tariffario del Regno riporta come prima data per questo tipo di spedizione il 1915 con tariffa di 5 cent., come si spiega? Ringraziamenti anticipati a chi  vorra'  darmi lumi in merito.
Grazie

Fabio Caggiula

Risposta inserita il giorno 3 settembre 2012

In relazione al quesito del socio Fabio Caggiula del 29/8/2012 (busta fattura commerciale aperta), riferisco quanto riportato sul 2° volume di Storia postale edito dal CIF.

All’inizio del 1900 le fatture commerciali venivano spedite in tariffa stampe, ma spesso gli impiegati postali le tassavano considerandole manoscritti.

Con Bull. del 1902 le Poste stabilivano ufficialmente che esse andavano considerate stampe, quindi affrancate con cent. 2, ma ad alcune condizioni, per esempio che le buste dovevano viaggiare aperte, che la descrizione della merce non doveva essere manoscritta, che solo data e nome destinatario potevano essere in forma manoscritta, ecc. Va da sé che anche queste disposizioni ingenerarono interpretazioni difformi, tanto che le ditte commerciali fecero stampare sulle loro buste intestate l’avviso di affrancarle con c. 2 e di rifiutarle se fossero state eventualmente tassate.

La questione fu risolta a partire dall’11 aprile 1915 quando entrò in vigore l’apposita tariffa per le fatture commerciali aperte.

Giuseppe BECCARIA

Quesito inserito il 2 maggio 2012

Buon giorno a tutti,
vorrei sottoporre ai soci il seguente quesito:

sono venuto in possesso della cartolina postale per le forze armate, Posta Militare Albania con annullo di PM 101, con data 1-2-40, sul retro, a mano, la data cambia in 1-2-41, l'annullo non è ben impresso ma la data si legge bene, se così fosse sarebbe la prima data conosciuta visto che il catalogo riporta come inizio la data del 20-6-40 e dall'Albania addirittura dal 6-9-40.
Se qualcuno mi può aiutare ne sarei molto grato
Grazie

Salvi Battista

         

Risposta inserita il giorno 31 maggio 2012

Si tratta certamente di un errore nel datario. L'Ufficio PM 101 venne costituito il 9.9.39 presso il Distretto Militare di Macerata e in data 16.9 stesso anno sciolto senza essere mai entrato in funzione. Venne ricostituito il 12.6.40 presso il medesimo Distretto, successivamente trasferito a Castiglione dei Pepoli (BO) dove dal 20.6.40 iniziò (aperta la gestione contabile) il servizio postale. Nei giorni successivi vennero posti in essere i servizi: vaglia e telegrafo (21.6); conti correnti (23.6); risparmi (4.7.40). Le date riportate nel catalogo Marchese sono corrette.

Roberto Colla

Quesito inserito il 28 gennaio 2012

Vorrei avere notizie sulla R.N. Lussin,  se esistono timbri postali  riferenti a questa nave militare, periodo tra le due grandi Guerre  Mondiali.

Posseggo una foto grande della nave. Fiducioso di avere notizie o vedere relativi bolli postali, porgo cordiali saluti.

Alberto Blanco

Risposta inserita il giorno 11 aprile 2012

A seguito della richiesta del socio Alberto Blanco nella rubrica filo diretto quesito allego foto con annullo della nave Lussin e una foto della stessa.

La nave era un piccolo trasporto ed ha fatto servizio generalmente in Somalia tra gli anni 1920-30

Raffaele Ciccarelli

          

Quesito inserito il 12 marzo 2012

Gradirei avere informazioni circa l’affrancatura di questa cartolina che non riesco a catalogare.La cartolina è stata spedita da Cannero il 15 novembre 1913 e diretta a Parigi

Sul lato sinistro, sotto la data a mano credo di leggere “posta franca” . Quale può essere il motivo per cui avrebbe dovuto viaggiare in franchigia ?

Sul lato destro si trova un francobollo del Cinquantenario del Regno d’Italia da 5 centesimi sovrastampato e venduto nel 1913 per 2 centesimi.

Se la cartolina poteva viaggiare in franchigia perché è stata affrancata? E per quale motivo con soli 2 centesimi ?

Per quanto riguarda il retro non riesco ad interpretare nessuna delle scritte a mano se non l’indirizzo

Grazie per le informazioni che potrete fornirmi

Antonio Ciofi

Risposta inserita il 14 marzo 2012

Risponderei  così:
E' stata applicata la tariffa stampe per l'interno (fino al 28.2.19 c.2) al posto della tariffe stampe per  l'estero (dal 1.4.79 al 31.1.21 c.5). La cartolina avrebbe dovuta essere tassata all'arrivo, cosa non avvenuta.  Quanto manoscritto al verso è: imprimé (stampato) e coté vue (lato veduta) cioè tariffa stampe e francobollo posto sul lato della veduta

Roberto Colla
 

Quesito inserito il 19 febbraio 2011

Mi può aiutare qualche Socio a capire che cosa sono questi pseudo-francobolli (regolarmente dotati di colla)? Non so se collocarli tra i chiudi-lettera o
tra le ""etichette" varie.

Grazie

Mario Lattanzi

 

                

Risposta inserita il 13 aprile 2011

“Trattasi, quasi certamente, di alcuni dei francobolli stampati nel 1946-1947 dai prigionieri ucraini nel campo 1 di Rimini. Infatti su di essi vi è la scritta ‘RIM (in caratteri cirillici) ITALIA’ e la data del 1946.

A questo proposito ritengo interessante riportare di seguito alcuni brani dell’articolo di Laura Salvagno dalla rivista filatelica ‘La Soffitta’ n. 16.

‘.... Passata la furia della 2° guerra mondiale, in vari punti della nostra martoriata Penisola gli alleati allestirono accampamenti di prigionieri. Uno dei più importanti fu senz'altro quello costruito nell'area del campo di aviazione di Miramare, a 3 km da Rimini. Le baracche furono raggruppate e numerate; nel “Campo 1” i soldati ucraini, nel “2” i tedeschi, nel “3” i francesi, ecc. A questi prigionieri gli alleati consentirono, una volta espletate le normali incombenze, di dedicarsi alle attività preferite.

Senza dubbio i più ingegnosi furono quelli del “Campo 1”: ucraini, come s'è detto, quasi tutti laureati o diplomati, sacerdoti, che durante l'occupazione tedesca dell'Ucraina avevano chiesto di battersi per l'indipendenza del loro territorio e perciò, fatti prigionieri dagli alleati, meritarono un trattamento di favore. ...

Ingegnosissimi e devoti, questi ucraini per prima cosa si costruirono una cappelletta sul modello di quelle ucraine, dove ogni giorno avevano luogo cerimonie religiose. Poi misero su un corpo, una banda, un'orchestrina per allietare le feste anche degli ufficiali alleati. Ma la cosa più impegnativa fu la stampa dei “francobolli da campo” per il trasporto della posta da campo a campo il cui utile, a capodanno, sarebbe servito per fare una grande festa e soccorrere i compagni più indigenti. Ben 164 soci si costituirono in Circolo Filatelico. ...

Già nell'Agosto 1946 un primo foglio di francobolli-marche ucraini (ispirati alla vita da campo) vide la luce. ...

I francobolli ucraini prodotti in quel periodo furono più di una quarantina, oltre i sovrastampati. Su ciascuno, bene in vista, spicca sempre la dicitura “Italia”. I bozzetti furono opera del soldato pittore ucraino C. Jacuazko, ed altri.’

Questo per quanto riguarda i francobolli.

La storia di questi prigionieri ebbe un epilogo tragico:

Aderendo ad una richiesta dell’URSS, dopo la guerra venne l’ordine di riconsegnare a forza questi prigionieri, molti dei quali preferirono togliersi la vita piuttosto di cadere in mano sovietica, dove li attendeva un trattamento 'da traditori', ovvero la morte o la deportazione, in quanto avevano combattuto con i tedeschi o, comunque, collaborato con loro.

Giuseppe Beccaria

Quesito inserito il 28 marzo 2011

vorrei cortesemente che qualcuno dei soci mi volesse spiegare cosa significa la sigla in questi francobolli che allego . Un amico australiano mi ha chiesto questo favore, ma no so rispondergli. Altre sigle comparse durante il ventennio le conosco, questa no. Le sarei davvero grato se me lo spiegasse. Ho cercato molto in internet, senza risultato. Grazie infinite.

Cordiali saluti

 Enzo Pittana

Risposta inserita il 28 marzo 2011

Come riportato sul catalogo C.E.I. (OCCUPAZIONI STRANIERE D'ITALIA) si tratta di francobolli con soprastampa ( AMERICAN MAIL SERVICE ) senza decreto di emissione ( NON EMESSI ) e non ebbe validità postale in quanto fu successivamente realizzata a Napoli l'emissione del 10 dicembre del 1943

Fabio Caggiula

Quesito inserito il 15 marzo 2011

Salve volevo fare una domanda in merito all'annullo allegato:com'è possibile che sia datato 3-11-17 (36° div. sez. A nel volume posta
militare di Buzzetti è riportata la data fino al 31-07-17)
Spero  e confido nella Vostra risposta.
Saluti

Davide De Marzi

Risposta inserita il 15 marzo 2011

Ho preso nota del quesito del socio Davide De  Marzi circa la cartolina col bollo della Sezione  A dell'Ufficio PM della 36a Divisione in data 3.11.1917. Secondo me si tratta di un errore nel datario del  bollo, non segnalato nel Catalogo-Inventario dell'AICPM.
 La conferma non è purtroppo possibile dato che il  mittente non indica la data nella sua cartolina, ma non c'è altra spiegazione.
Infatti la Sezione, sempre dislocata a Saletto in  Val Raccolana, col 1° agosto 1917 sostituì i  bolli nominativi, al pari di tutti gli uffici PM,  assumendo il numero convenzionale PM /5A, e venne  chiusa il 4 novembre 1917, a seguito della  ritirata di Caporetto. L'ordine di riadottare i  bolli con la denominazione in chiaro fu emanato
 il 13 novembre, ovviamente per gli organi ancora  aperti, e venne eseguito pian piano

Saluti

Beniamino Cadioli

Quesito inserito il 5 febbraio 2011

Cari amici,

 potete dirmi dove era collocato questo aeroporto n 4 dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana.
Il timbro non è molto leggibile, ma con una lente si legge: AERONAUTICA NAZIONALE REPUBBLICANA
Squadriglia Addestramento Caccia “F.Baracca”Aeroporto N 4- Posta da Campo N.761
Il Guller  riporta i seguenti dati: POSTA DA CAMPO N°761 24.8.44 XXIII
In alto a sinistra vi è un timbro dove non si riesce a leggere quasi nulla, l’unica parola che si legge non completa è GAE……………..     UFFICIALE DELLA RTC DI   
Grazie  

Eugenio Bruno Bolleri

Risposta inserita il giorno 6 febbraio 2011

"Traggo dal catalogo Unificato di Buzzetti e Vironda le notizie sulla Posta da Campo n. 761: a pag. 213 si dice che era costituita presso il 2 CMP di Cuneo e quindi serviva quell'area piemontese.

A pag. 365 si parla proprio della scuola caccia con la Squadriglia di addestramento caccia  "Francesco Baracca" localizzata a Cervere ed utilizzo della PdC 761.

A pag. 370 esiste un elenco degli aeroporti RSI  ed il n.4 è situato a Levaldigi (CN) con uso della stessa Pdc."

Enrico Bettazzi

Quesito inserito il 29 gennaio 2011

Potete darmi qualche informazione sul documento in oggetto?

Saluti

Eugenio Bruno Bolleri

Risposta inserita il giorno 2 febbraio 2011

La busta è stata spedita dal Tribunale dell'Unità (Gericht der einheit) assegnata alla Feldpost n. 44805: quest'ultima è assegnata alla 356a Divisione di Fanteria localizzata nel set/ott '43 a Tolone, nov '43/mag '44 in Italia (senza indicazioni più precise), giu/ago '44 Orvieto, set/dic '44 Rimini, gen '45 Trieste indi in Ungheria e Austria. La busta non viene inoltrata tramite il normale servizio di Feldpost tedesca ma attraverso un corriere: da qui la mancanza del timbro a datario di partenza della Feldpost.

Samuel Rimoldi

Quesito inserito il 17 agosto 2010

Salve. Ho una domanda da sottoporre agli appassionati di  Posta Aerea.
Perchè il volo inaugurale della linea aerea Roma-Milano è ( da tutti i siti e  da tutte le pubblicazioni che ho consultato)  riportato per il 5 maggio 1947
mentre io ho una busta con un bel timbro che riporta la data 16 aprile 1947 ?.
Grazie.

Mario Lattanzi

 

Risposta inserita il giorno 5 novembre 2010

Caro Socio,
 Il supplemento al Bollettino PPTT nn. 24-25 del 25/8-1/9/1947 indica le  seguenti  date di inizio attività voli delle Compagnie private aeree italiane sul  territorio  nazionale (costituitesi già nel dicembre 1946), ma iniziando ad operare, per  veto  degli Alleati, solamente a partire dal mese di aprile del '47; -'LAI' (Linee Aeree Italiane) con primo volo il 14 aprile 1947  -Soc.'AIRONE' con primo volo il 15 aprile 1947  -Soc. Aerea 'TESEO' con primo volo il 15 aprile 1947  Quest'ultima inizia proprio il volo sulla tratta  Milano-Bologna-Firenze-Roma-Reggio C. - Palermo (Linea 522), quindi dovrebbe proprio essere la 'TESEO' il  riferimento alla  tua lettera che hai illustrato, ma la data che vedo sulle due etichette è  del giorno  successivo e quindi potrebbe essere il secondo giorno di attività.
 A questo punto però  bisognerebbe controllare se veramente il volo  inaugurale di questa  Compagnia sia avvenuto proprio il 16 aprile e non il 15, spostato magari  per qualche  ragione che si era verificata quel giorno. Ti terrò informato se dovessi  scoprire  qualcosa in merito.
 Le altre due Società sopracitate non svolsero attività nelle tratte come la  'TESEO',  ad eccezione della 'LAI' che ebbe una linea sulla  Milano-Roma-Palermo-Cagliari.
 Seguiranno poi altre cinque Compagnie nei servizi aerei interni e  precisamente  la Soc. Aviolinee Italiane ('ALI') il 20/4/47  la 'TRANSADRIATICA' il 23/4/47  le 'AEROLINEE ITALIANE INT.LI' (ALITALIA) il 5/5/47  la 'S.I.S.A.' (Soc. Italiana Servizi Aerei) il 5/6/47  ed infine la 'Soc. SALPANAVI' il 19/7/47
 
 Cordiali saluti
 Giuseppe Rossi


Quesito inserito il 5 settembre 2010

Quesito n. 2

Cerco notizie sul Reggimento di Fanteria Regina dislocato a Rodi prima del II° conflitto mondiale. Data del vaglia 27\9\39, ho anche un annullo del 12\9\39 su libretto di risparmio con bollo in gomma sul fronte rilasciato dall'ufficio di Rodi, intestato a militare del 9° Reggimento di Fanteria Regina
 


 

Risposta inserita il giorno 8 settembre 2010

Nel 1938 la Brigata delle Murge (XXIII) trasferisce il 9° e il 10° Rgt. Fanteria Regina che entrano a far parte del Comando Truppe delle Isole Italiane dell'Egeo e assume alle proprie dipendenze, oltre al 47° Fanteria già in forze, anche il ricostituito 48° Rgt. Fanteria. Perde così, da tale data, la fisionomia di erede della Brigata Regina che viene trasferita al Comando Truppe delle Isole Italiane dell'Egeo, e acquista, sia pure sotto altro nome, quella di continuatrice delle tradizioni della Brigata Ferrara. Il 1° marzo 1939 il Comando Truppe Regio Esercito delle Isole Italiane dell'Egeo - che fino all'ottobre 1935 coincideva con quello del 9° Rgt. Fanteria Regina, ivi dislocato dal 1924, e in coincidenza con la guerra d'Etiopia era diventato un comando a livello brigata (9° e 34° Rgt. Fanteria, 28° Rgt. Artiglieria per Divisione di fanteria) - si trasforma in Divisione di Fanteria Regina (50a) ed inquadra il 9° e 10° Rgt. Fanteria ed il 50° Rgt. Artiglieria Divisionale.  "

Enrico Bettazzi

Quesito inserito il 15 agosto 2010

A livello prefilatelico sono mai apparsi argomenti o materiale a carattere militare sulla rivista dell'associazione?

Francesco Bellucci

Risposta inserita il 18 agosto 2010

esiste l'elenco degli articoli apparsi sulla rivista dal 1974 al 2008 sulla pubblicazione, a disposizione dei soci, Annuario AICPM 2008.

Dal 2008 in poi mi sembra di poter citare sulla rivista 2 saggi di Giribone sulla posta militare francese in Italia nel periodo napoleonico (nn. 108 e 109 della rivista),un riferimento alla posta militare preunitaria nel saggio di Cadioli sulle grandi manovre (n. 106 p.8) e l'articolo della Regia Posta Militare Sarda di M.P. Friz (n.114).

Naturalmente per la consultazione ci si può rivolgere alla ns. efficiente segreteria associativa.

Enrico Bettazzi

Quesito inserito il 25 gennaio 2010

I° quesito

Carissimi soci,
riformulo una mia precedente domanda fatta nell'ottobre 2008, che non  ha avuto risposta.
Cerco bibliografia relativa  alle dislocazioni degli uffici postali  austroungarici  identificati da numerale durante la occupazione dei  territori italiani, in particolare del  Friuli, dal settembre 1917 al  novembre 1918.

Grazie

Bruno Lucci

Risposta inserita il 10 agosto 2010

Risposta al 1° quesito del socio Bruno Lucci
Sono interessato marginalmente a questi uffici postali che colleziono solo, in particolari date, come “completamento” degli annulli di tappa con nome italiano istituiti dopo Caporetto e rientranti quale appendice storica della mia collezione sugli uffici postali militari Italiani nella 1° guerra.
Qualche giorno fa ho avuto occasione di acquistare su ebay americana, da un commerciante inglese il volume della serie Militär und Philatelie “Die Besetzung Obertitaliens 1918 mit Gliederung und Feldpostämtern” di Hans Riedel edito nel 1993.
Scritto in tedesco tratta la storia relativamente al 1918 dei vari uffici di posta militare dislocati in Italia citando i reparti a cui erano assegnati e le località dove avevano sede.
Oltre a questo volume, ho nella mia biblioteca:
- Stempel – Handbuch der K.u.K Felpost in Ősterreich-Ungarn 1914-1918 di Herwig Rainer edito nel 2003 dove vengono elencati e valutati tutti gli uffici della posta militare austriaca con indicazione di quelli inviati all’estero (spesso c’è solo Italien e non la località). E’ in vendita da un noto commerciante specializzato nella vendita di libri ma, con un po’ di fortuna, si può trovare ad un prezzo molto inferiore su ebay o su delcampe. 
- Austro-Hungarian A.P.O’s – 1914-1918 di Keith Tranmer dewl 1973. E’ un classico, in inglese, che si può trovare, raramente, in qualche asta dove, come nel precedente, vengono elencati gli annulli di posta militare con la loro dislocazione (in ambito nazionale e raramente anche la località) ed eventuali spostamenti durante la guerra.

Non conosco altre pubblicazioni, a parte qualche articolo molto approssimativo di nessuna utilità o quasi per una seria ricerca.
 
Giancarlo Polverari.


Quesito inserito il 23 gennaio 2008

Gentili Signori
Sono alla ricerca di informazioni utili ad approfondire l'argomento Prigionieri di Guerra Austro-Ungarici e Campi di concentramento in Sicilia 1915/18, In particolare sono interessato al Campo di concentramento di Milazzo.Chiunque possa fornirmi notizie o indicazioni utili sullo sviluppo delle mie ricerche mi farà cosa grata.
Cordiali saluti

Giuseppe Pandolfo

Risposta inserita il 6 agosto 2010

Gentile Sig Giuseppe Pandolfo

io HO NOTIZIE su  Prigionieri di Guerra Austro-Ungarici e Campi di prigionia (non di concentramento) in Sicilia 1915/18, Addirittura una foto di austriaci a Milazzo.
francruvolo@yahoo.it

Quesito inserito il 25 marzo 2010

Salve 

Non essendo un esperto del settore ma un semplice appassionato mi rivolgo a Voi per avere informazioni riguardanti l'annullo di posta militare riportato sulla franchigia allegata; secondo quanto riportato sul suo  libro "la posta militare italiana 1915 - 1923"  del Marchese a pag 69 il 1° corpo armata A termina il 31-07-17.

Com'è possibile che ci sia un annullo datato 22-11-17 ??? Spero  e confido nella Vostra risposta.

Saluti  e grazie

Davide De Marzi

Risposta inserita il 25 maggio 2010

Buongiorno sig. De Marzi,
il Marchese, per quanto riguarda questo ufficio, non è stato in grado di fornire, come ha fatto per quasi tutti gli altri uffici, le localizzazioni nel tempo ma comunque ha inserito una nota che probabilmente Le è sfuggito di leggere sotto la tabellina dove dice testualmente “la sezione A serve i reparti della 70° Divisione dal 18 al 26 novembre 1917”.
Premesso questo, l’ufficio usò l’annullo da Lei inviato fino 31/7/1917 e dal 1/8/1917 ebbe in dotazione il nuovo annullo con dicitura “Posta Militare 50A” che usò da tale data al 7/11/1917 e dal 15/11/1917 al 19/11/1917 (data estrema attualmente conosciuta). A seguito degli avvenimenti di Caporetto agli uffici vennero resi per l’uso i vecchi annullatori in chiaro (nel nostro caso la prima data attualmente nota è 21/11/1917) che usò sino alla sua chiusura avvenuta il 29/11/1917. Il pezzo da lei posseduto fa parte di questo secondo periodo d’uso.
Su questo sito può trovare in forma schematica le notizie che ho fornito sul Catalogo-inventario dei bolli della posta militare italiana nella prima guerra curato da Beniamino Cadioli (studio che si trova anche pubblicato nell’Annuario 2008 della nostra Associazione).
Cordiali saluti,

Giancarlo Polverari

Quesito inserito il 29 gennaio 2010

Chiedo informazioni circa il funzionamento della "Piazza marittima di Venezia" al tempo della I° Guerra Mondiale, cioè da quale organismo dipendeva, quali i reparti ad essa erano asserviti e dove erano dislocati e qualsiasi altra notizia che possa essermi utile a chiarire il quesito. Se esiste qualche pubblicazione al riguardo, gradirei sapere quali e, eventualmente, dove sia possibile reperirle.

Prego cortesemente i Soci che possono darmi queste informazioni di farlo a mezzo  posta , con spese postali che sono pronto a rifondere.

Grazie e distinti saluti

Lari Franco - Via Tesoreggi 1 - 21050 Bolladello (VA)

Risposta inserita il 30 gennaio 2010

Riguardo quanto richiesto, essendo la piazza marittima sotto il comando della Regia Marina, le notizie richieste possono trovarsi nella pubblicazione di Ottorino Pieroni, Il Servizio postale nella Marina Militare 1892/1920, peraltro di difficile reperimento.

Pertanto riporto in sintesi quanto ivi presente alle pagg. 551/552.

Gli enti dipendenti dal Comando in capo del Dipartimento marittimo di Venezia (che utilizzava anche un timbro lineare PIAZZA MARITTIMA DI VENEZIA presente frequentemente sulle franchigie della Grande Guerra) erano:

- Comando difesa locale marittima Venezia

- Comando deposito corpo R. equipaggi Venezia

- Comando R. Scuole meccanici Venezia

- Direzione generale dell'arsenale del 3° Dipartimento marittimo

- Direzione di artiglieria e armamenti Venezia

- Direzione ospedale dipartimentale Venezia

- Ospedale Militare marittimo Venezia. Riserva n.2 (Hotel Britannia requisito)

- Comando zona fari e segnalamenti marittimi Venezia

- Difesa Militare - Passo di Chioggia

- Difesa Militare marittima- Passo di Spignon

- Difesa Militare marittima - Batteria Sottomarina (Chioggia)

- Distaccamento Corpo Reali Equipaggi "Gaspare Gozzi"

- Comando Difesa militare marittima Comacchio.

 Di tutti questi Enti sono noti i timbri postali amministrativi.

 Ogni tanto la summenzionata pubblicazione passa in asta da Vaccari, oppure ci si può rivolgere all' Istituto di Studi Storici Postali di Prato al sito www.issp.po.it

Enrico Bettazzi

Quesito inserito il  27 maggio 2009

Premesso che sono un neofita di posta militare, vorrei proporre cortesemente un quesito: ho individuato un lettera con timbro del 16-7-1912 r. nave Sterope partenza Stampalia arrivo Taranto, che non ho trovato nei libri sulla storia del Dodecaneso che ho comprato, o perlomeno non sono riuscito a trovare. Qualcuno può chiarirmi il fatto?

Ringrazio anticipatamente,

Sandro Di Pierdomenico

Risposta inserita il 26 novembre 2009

Anche se con un po’ di ritardo, rispondo al quesito del socio Di Pierdomenico:
Effettivamente nei libri che trattano la storia postale del  Dodecaneso (Tcilinghirian & Bernardelli,   Petradakis e Carloni /Cercenà) non è riportato il bollo della nave Sterope che operò per alcuni mesi nell’Egeo. Per quanto riguarda il libro Carloni/ Cercenà si è trattato di una svista perché il bollo, o meglio i bolli di questa nave  erano noti  da tempo (Pieroni , Marchese). Si riproducono qui di seguito i due bolli  che saranno riportati  nel volume di aggiornamento di prossima pubblicazione  a cura  dell’AICPM.

                    

La Sterope, varata nel 1906 e affondata nel 1918 da un incrociatore tedesco, era una nave trasporto carbone e nafta che nel 1912 operò  nel Mediterraneo durante la guerra italo-turca. In particolare era nota (Marchese)  la presenza della Sterope  nei porti dell’Egeo nel dicembre 1912 mentre nei mesi precedenti  la nave era segnalata in acque libiche.  Dal momento che il socio Di Pierdomenico  è  in possesso di una lettera  da Stampalia col bollo R. (o RA ) NAVE  STEROPE datata 16/7/1912, mi  interesserebbe averne una copia  magari per pubblicarla negli aggiornamenti .

Mario Carloni

Quesito inserito il 25 agosto 2009

Sono un Vostro socio, sto raccogliendo le cartoline in franchigia della Grande Guerra, anche tramite le Vostre aste.
Le chiedo questo chiarimento: I vari corpi stranieri che operarono in Italia, potevano adoperare le cartoline in franchigia italiane da spedire ai loro familiari nei rispettivi stati di appartenenza?. Le chiedo questo perchè, fra le circa 600 cartoline in mio possesso, non ne posseggo nessuna.
Sarà perchè sono state spedite all'estero?, quindi di difficile reperibilità, o ci sono altri motivi che giustificano  tale situazione, per lo meno al sottocritto.
Ringraziando per la collaborazione e, chiedendo scusa per il disturbo,  saluto cordialmente.

Bruno Papinutto

Risposta inserita il 26 agosto 2009

Come dice una circolare dell' Intendenza Generale del Regio Esercito  del 30/11/1917 con la quale si regolamentava la corrispondenza delle truppe alleate presenti nella ns. penisola ,a queste era estesa la franchigia (vedasi libro di Cadioli-Cecchi edito dello Stato Maggiore sulla Prima Guerra  a pp.242/244). 

Riporto il seguente passo:"Alle truppe francesi e inglesi potranno essere distribuite le nostre cartoline in franchigia per l'eventuale spedizione in Italia...(non più di 4 a settimana per ogni militare)."

Nella prassi poi l'uso di franchigie fu esteso anche per le destinazioni al di fuori dei confini nazionali,come testimonia la segnalazione nel ns. sito e la seguente stampa dell'esempio sul numero 111 della rivista.

Trattasi in quel caso di unità alleate attaccate a nostri reparti e che hanno utilizzato quindi la nostra posta militare(presente l'annullo della nostra P.M.).

Sono sicuramente di una certa rarità,come già faceva notare nel suo catalogo Buzzetti,sia per la reperibilità nel ns. paese,che per l'utilizzo più limitato numericamente e cronologicamente rispetto alle franchigie dei nostri soldati.

Enrico Bettazzi 

Quesito inserito il giorno 23 giugno 2009

Premesso che, sia nel volume "La posta Militare Italiana della Prima Guerra Mondiale" di B. Cadioli e A. Cecchi, sia nelle tabelle inserite nell'ultimo annuario AICPM, si indica come riapertura (e riutilizzo dei timbri) dell'Ufficio Posta Militare 56 la data del "15 novembre 1918", sottopongo alla vostra attenzione la cartolina illustrata sopra riportata.L'annullo che compare è chiaramente con la data "4 febbraio 1918", data che è confermata nel manoscritto (3.2.18). Il documento mi appare del tutto originale, pur in mancanza di indicazione del mittente, e la tariffa (cartolina illustrata con solo firma e data) di c.5 è corretta. Cosa è avvenuto?

Il timbro è stato usato come proseguimento da parte dell'ufficio della 18 Divisione Fanteria? L'ufficio è stato riaperto per pochi giorni nel febbraio 1918, ed in questo caso a quale reparto venne momentaneamente assegnato?

Roberto Colla

      

Risposta inserita il giorno 27 giugno 2009

In relazione al quesito del socio Roberto Colla del 23/6/2009 (Ufficio di Posta militare n. 56), più che una risposta certa vorrei esprimere alcune considerazioni sulla base della documentazione in mio possesso.

La sostituzione dei bolli numerali della 18a Divisione con i bolli divisionali dopo Caporetto, secondo i dati del catalogo-inventario dell’AICPM, avrebbe queste date di riferimento: ultimo giorno del numerale n. 56 19/12/1917, primo giorno d’uso del divisionale ripristinato 21/12/1917. Con il successivo ripristino dei numerali dall’1/2/1918, il n. 56 non viene assegnato ad altra Unità; solo dal 15/11/1918 verrà utilizzato da reparti non ben identificati e localizzati.

Il documento del sig. Colla non mi ha colto di sorpresa, avendo già a suo tempo notato alcune ‘stranezze’, come il cambio timbri così tardo ed un ipotetico uso contemporaneo dei due tipi di timbri.

Io stesso sono infatti in possesso di una cartolina in franchigia con il n. 56 con la data del 20/12/1917 ed un’altra con la data del 13/1/1918; per contro, ho un solo documento con il timbro ripristinato della 18a Divisione in data 14/1/1918.

Che dire? Si può presupporre che vi fossero reparti staccati (della 18a Divisione ?) che utilizzavano ancora il vecchio numero 56 per spedire la posta (non avendo altri timbri)? La cartolina del 13/1/1918, spedita da un militare del 940° Batt. d’Assedio, 219° Gruppo, così riporta: “Qui, lontani e molto mal serviti dalla posta... Qui non vi è nessuna intenzione di lasciarci in libertà (nemmeno l’85) e continuiamo a pellegrinare in cerca non so di chè ed in attesa non so di cosa... A giorni ci accingeremo ad un altro spostamento sempre ben inteso per ignota destinazione...”.

Non mi è chiaro il riferimento all’85, se fosse un altro reparto.

I resti della 18a Divisione in quel periodo erano inquadrati nella 4a Armata, mi sembra evidente che in questo caso si tratti di reparti isolati, tanto più che, in riferimento al documento del sig. Colla, dall’1/2/1918 la 18a Divisione aveva in assegnazione il n. 68 e, quindi, il 4/2/1918 il n. 56 non veniva sicuramente utilizzato da questa Divisione.

Questi spiegherebbe anche l’uso contemporaneo del timbro numerale e di quello divisionale, in quanto non erano più riferiti alla medesima Unità.

Il rebus non è di facile soluzione e la risposta non potrà che venire da altro materiale postale.

 

Giuseppe BECCARIA

Quesito inserito il giorno 1 giugno 2009

Sono il socio Graziano Motzo da poco iscritto a questa Associazione ed ho una richiesta da formulare:
recentemente ho acquistato la lettera di cui allego scan della parte anteriore e posteriore. E' affrancata per il porto aereo di 1 lira utilizzando i due valori (ordinario e di posta aerea) da 50 cent. soprastampati P.M. e risulta spedita da un caporale della M/n Donizetti, come da lineare e tondo "Tirrenia / Società Anonima di Navigazione / M./n. / Requisita / Donizetti" apposti sul retro. I francobolli vennero annullati a Napoli Ferrovia in data 13/9/1943 e la lettera venne regolarmente censurata.
Gradirei avere informazioni sulla nave e sulla sua possibile dislocazione in quella data che, dall'uso dei francobolli, ritengo sia stata all'estero.
Ringrazio in anticipo chi vorrà rispondere alla presente ed invio cordiali saluti,


Graziano Motzo

     

 

Risposta inserita il 3 giugno 2009

motonave di 3428 tonn. di stazza,già della Compagnia di navigazione Tirrenia,alla quale erano stati assegnati i servizi  per l'Africa del nord,le isole maggiori del ns. paese,il nord Europa ed il bacino occidentale del mediterraneo .Con l'armistizio fu requisita dalla Kriegsmarine tedesca, che la destino' al trasporto di cannoni,munizioni e soldati di rinforzo a Rodi,ove giunse il 19/9/43.Fu affondata a sud di Rodi il 23/9/43 con il suo carico di prigionieri italiani(600 avieri,1100 marinai,114 sottufficiali e 11 ufficiali). Nessun sopravvissuto. Prima grande tragedia dell'Egeo dopo la caduta di Rodi.

(notizie tratte da Storia Militare,n.105/giugno 2002,p.38)

Enrico Bettazzi

 

Quesito inserito il 23 novembre 2008

Chiedo cortesemente se siete a conoscenza della localizzazione di due Ospedali da campo della I G.M. i cui annulli sono su queste cartoline postali.
Grazie

Attilio Piantoni

Risposta inserita il 23 aprile 2009

In relazione al quesito del socio Attilio Piantoni del 23/11/2008 (localizzazione degli Ospedali da Campo n. 0144 e n. 223), sono in grado di fornire alcune notizie.

Occorre premettere che nel corso della guerra gli Ospedali da campo, organizzati prevalentemente in strutture mobili, possono aver subito degli spostamenti in conseguenza degli avanzamenti o arretramenti dell’Unità cui erano aggregati. A tal proposito è rilevante e indicativo, quando presente, il timbro di Posta militare.

A titolo informativo, si precisa altresì che erano denominati Ospedali da campo quelli con almeno 100 posti letto, al di sotto di tale capienza venivano denominati Ospedaletti da campo.

Per quanto riguarda l’Ospedale n. 0144, gestito dalla Sanità militare (lo zero iniziale indicava che l’Ospedale era da 100 letti), nell’agosto del 1917 era localizzato a Gorizia; il 18 di quel mese fu infatti bombardato dagli austriaci, come racconta la Duchessa d’Aosta, Ispettrice delle Infermiere volontarie della Croce Rossa, nel suo diario, pubblicato nel libro di P. Scandaletti e G. Variola, “Le Crocerossine nella Grande Guerra”, Gaspari, Udine 2008. La franchigia in mio possesso, dell’agosto 1918, riporta il timbro della Posta militare n. 38, utilizzata dall’8a Armata.

Per quanto riguarda l’Ospedale da 200 letti n. 223, sempre il testo sopra indicato riporta un elenco degli Ospedali nei quali operarono le Infermiere Volontarie della Croce Rossa durate la Grande Guerra, includendovi appunto l’Ospedale n. 223 a Gonars (UD). La franchigia in mio possesso, dell’agosto 1916, riporta il timbro di Posta militare dell’Intendenza 2a Armata.

Per interessanti notizie sui luoghi della Ia Guerra Mondiale, consiglio la consultazione del sito Internet

http://www.lagrandeguerra.info/index.php

 

Giuseppe Beccaria

Quesito inserito il 17 aprile 2009

Buonasera,
 
 premesso che sono un neofita di posta militare, vorrei rivolgere cortesemente ai soci una domanda, e precisamente, ho avuto modo di leggere su  di un libro di storia locale di Ceglie Messapica (BR) che la Divisione Folgore  era dislocata nei pressi della suddetta cittadina prima di essere destinata in  Africa, e pertanto chiedo: in quale periodo è stata e quale ufficio di posta  militare la serviva.

 Ringrazio anticipatamente e con l'occasione invio  cordiali saluti.
 
 Francesco Monaco

Risposta inserita il 18 aprile 2009

La divisione paracadutisti Folgore fu trasportata nel luglio 1942 in Africa settentrionale, ove adoperò la posta militare PM260 (vedi catalogo marchese vol.1 pag.292).
fFno a quel momento era localizzata in alcuni paesi del Brindisino,ove era in attesa di trasferimento fin almeno dal mese precedente. si servì in quel periodo del timbro di concentramento di posta militare pm3450.

Enrico Bettazzi

Quesito inserito il 17 giugno 2008

Buon giorno gentili signori.
Sono il socio
Giaquinta Sebastiano,vi scrivo per sapere se potete darmi informazioni su una C.P. per le FF.AA. in franchigia di cui mi sto occupando da vari mesi senza pero trovare tutte le risposte che cerco.
La suddetta è stata spedita da militare italiano appartenente alla 72^ Legione CC.NN. III Btg, in data 16.10.1943.
Il militare indica manoscritto P.M. 14 (Ufficio gia chiuso alla data riportata) e tra parentesi un numero che sembrerebbe Feldpost (42789B).
Ancora: la cartolina è indirizzata a Pesaro, però reca il bollo (l’unico sulla cartolina) “ROSSIGLIONE – Genova 5.11.43.
Ora dalle mie ricerche so che la 72^ Legione CC.NN. d’assalto era inquadrata nella divisione Venezia che dopo l’armistizio rimase in Montenegro al fianco dei partigiani Jugoslavi e tutte le vicende che ne seguirono sino alla fine della guerra.
Quello che sto ricercando è il significato di quel presunto numero di Feldpost ed il bollo apposto in arrivo.
Spero vogliate aiutarmi, in attesa vi invio i miei più cordiali saluti.

 

Risposta inserita il 6 aprile 2009

La 72ma Legione CC.NN. era stata posta -in data antecedente all'8  settembre 1943- alle dipendenze operative del Comando Truppe Montenegro; per > tal motivo non si serviva dell'ufficio di P.M.99 (Div.Fant."VENEZIA") ma della > P.M.14 (già del XIVmo Corpo d'Armata).  La citazione del numero di P.M.14-alla data del 16 ottobre 1943,quando la  stessa non era più  funzionante - conferma il dato storico e si ripete in molte comunicazioni  epistolari dell'epoca di transizione nei reparti della milizia inquadrati  nelle FF.AA.tedesche; il numero manoscritto (attenzione: FPN 42783 B e NON  42789 B)indica il nuovo indirizzo di recapito e conferma la > avvenuta adesione alla r.s.i. e l'impiego a fianco delle unità germaniche. Si confronti con la figura 8 di analoga C.F.italiana,con annullo della   Feldpost b, del successivo 27 ottobre 1943, chiaramente riportata a pag.23 del > notiziario n.60,dicembre 1961,dell'A.I.C.P.M.(a corredo di articolo a firma di  Giuseppe Marchese sulla Feldpost tedesca utilizzata da italiani ; ibidem  pagg.16-19). La 72ma Legione aderì alla r.s.i. e continuò a combattere,in  Montenegro,contro i partigiani Jugoslavi alle dipendenze di Comando tedesco. Quanto all'unico bollo esistente (ROSSIGLIONE-GE 5 nov.1943) avanzo una  ipotesi:NON trattasi di bollo di arrivo, ma unico di partenza,mancando  l'annullo della Feldpost e quello di censura , in quel periodo accadeva sovente  che militare rientrante in patria,per licenza o servizio,si facesse carico di  imbucare appunto in Italia le missive dei commilitoni oltreconfine

Sergio  Colombini.



Quesito inserito il 1 giugno 2008

Vorrei segnalare sul sito o sulla rivista questa lettera che ho da tanto tempo e vorrei sapere perché, pur essendo spedita da un prigioniero di guerra in Germania è stata affrancata e spedita a Milano, e in particolare come può essere spiegato il bollo in gomma del Cardinale Schuster.
 
Grazie di tutto.
 
Ezio Gorretta

Risposta inserita il  2 aprile 2009

In riferimento al quesito in questione (Prigionieri di guerra), ritengo che la risposta possa essere la seguente:


"Dopo la guerra (la lettera mi sembra infatti datata agosto 1945), la Commissione Pontificia di Assistenza di Milano (di cui era Cardinale appunto Ildefonso Schuster) si occupò dei reduci dalla prigionia, prestando soccorso agli ex deportati ancora bloccati in Germania, con tre Missioni, a Monaco, Ulm e Linz. Molto probabilmente la lettera fu consegnata a mano in una di queste Missioni e impostata a Milano da qualcuno della stessa Commissione Pontificia. Vedi notizie in merito nel libro di Sara Fantini, Notizie dalla Shoah".
Cordiali saluti.

Giuseppe Beccaria.


Quesito inserito il giorno 8 settembre 2008

Spett. Redazione 

Allego la scansione di un modulo 129 bis del Ministero Forze Armate con all'interno le somme pagate e il timbro postale che ne accertaval'avvenuto pagamento.

Qualcuno mi saprebbe dare delle delucidazioni sull'utilizzazione di questo modulo (Tempi di utilizzo, utenti, zone di utilizzazione,eventuali decreti ecc....).

Grazie

Distinti saluti

Marco Cannas

 

Risposta inserita il 24 marzo 2009

La scheda è conforme all'allegato nr.10 della pubb.nr 3-A edita nel gennaio  1945 dal sottosegretariato per l'Esercito del Min.FF.AA. della R.S.I.,Direz.Gen.Serv.Amministr.vi all'oggetto:"Raccolta delle disposizioni  riguardanti l'assistenza alle famiglie dei militari alle  armi,prigionieri,dispersi ed internati".   Detta pubb.ne modificava la precedente 2-A del 1° agosto 1944 applicando  nuove procedure per accelerare le operazioni contabili di assistenza alle  famiglie degli aventi diritto; in sostanza quei famigliari che traevano il  loro sostentamento dai guadagni dei militari alle armi.    La scheda serviva a riscuotere,presso l'ufficio PT competente, il  trattamento assistenziale( nella misura prevista dal D.L. del Duce in data  31.8.1944 nr.608) nel comune di loro residenza.
   ESTENSIONE TEMPORALE: dall'atto dell'incorporamento nelle FF.  AA.repubblicane (o germaniche)  e comunque non antecedente al 9 settembre 1943.
  ESTENSIONE TERRITORIALE: a cura dei Distretti Militari:in tutti i territori  metropolitani della R.S.I. I DD.MM. di VR,BS,BG e MI 2 provvedevano per le  famiglie dei militari residenti nei territori invasi accantonando gli importi  su libretti postali di risparmio intestati ai militari e vincolati dal  Distretto.
   Il beneficio competeva solo a caporali e soldati; dal grado di  caporalmaggiore in su vi era la possibilità di opzione per l'assistenza  famigliare in luogo dell'indennità di guerra.

                                               
 Sergio Colombini
 


Quesito inserito il 27 febbraio 2009

Sono il socio Pintarelli Carlo e vorrei segnalare questa curiosa cartolina edita dal comando superiore FF.AA. Grecia ( 11° Armata ) stampata dalla tipo-litografia militare con intestatura : Cartolina postale - Grado , Cognome e nome del mittente + Reparto + PM - Bollo PM 23 - Comando Compagnia Presidiaria speciale in data 8/02/1943.

Chiedo : Si può catalogare come franchigia per la Grecia oppure franchigia di emergenza ?

In attesa di un confronto , colgo l'occasione per salutare

Carlo Pintarelli

Risposta inserita il 27 febbraio 2009

Egr. consocio
ritengo la cartolina segnalata una cartolina di reparto (comunque interessante essendo stata stampata dalla tipografia dell'11 Armata) e non
una franchigia militare. Infatti per l'inoltro ha avuto bisogno di regolare affrancatura c.30 + c.50 per l'inoltro via aerea.
Porgo cordiali saluti.
Roberto Colla


Quesito inserito il 9 gennaio 2009

228° squadriglia B T, 32° Stormo, dove era dislocato nel mese di aprile 1941?
Grazie e cordiali saluti
Costantino Gironi

Risposta inserita il 12 gennaio 2009

La 228 sq,32 stormo,89 gruppo da bombardamento terrestre,era equipaggiata con SM79 ed all'epoca era di base a Decimomannu in Sardegna,da dove operava contro naviglio proveniente da Gibilterra. In tale veste fu adoperata fino al settembre 1941 quando fu riequipaggiata a Bologna con gli SM84.

Enrico Bettazzi
 


Quesito inserito il 3 novembre 2008

Su invito e consiglio del Presidente invio questa foto per sapere se la divisa è borbonica o italiana.
 
Penso che fra i tanti soci AICPM qualcuno saprà rispondermi.
 
Molto cordialmente

Grazie

Lorenzo Carra

Risposta inserita il 6 novembre 2008

Pur non essendo proprio il mio campo posso però dire che il militare è sicuramente italiano per via delle stellette al bavero adottate come simbolo di riconoscimento dell'esercito del regno d'Italia nel 1871.
Azzarderei anche che in questo caso si dovrebbe trattare di un (sergente) furiere probabilmente di sanità visto il colore uniforme delle mostrine  che sono senza profilature. La giubba appare del modello regolamentato nel 1880, mentre le mostrine parrebbero quelle del 1905 (e qui sembrerebbe esserci un' incongruenza temporale perchè la giubba mod. 80 venne modificata prima del 1905), le stellette invece se fossero metalliche sarebbero le mod. 1888 o '92.
Altrimenti, nel primo periodo citato si potrebbe trattare di un furiere del corpo invalidi e veterani. Le dimensioni della foto comunque non consentono di capire ad esempio se lo stellone è pieno o con un numero o altro simbolo.
Non sempre è facile individuare col bianco-nero i vari colori che possono cambiare anche di molto le caratteristiche uniformologiche

Saluti


Mauro Caimi


Quesito inserito il 27 giugno 2008

Allego la scansione di una franchigia della prima guerra mondiale con un annullo rosso della posta militare n. 64 (mi sembra, ma non è chiarissimo, essendo sul rosso). Eseguito probabilmente con timbro di gomma, la data è del gennaio 1917, come si evince dal testo  (i numerali arriveranno ad agosto 1917). Potrebbe essere un prodotto di fantasia (ma l'ho trovato in un normale lotto di posta militare); altrimenti mi sembra un vero rompicapo. Qualcuno ha una spiegazione? 

Grazie

Giuseppe Beccaria

 

 
Risposta inserita il giorno 1 novembre 2008

Reputo questo bollo un timbro di fantasia essendo di una tipologia a carattere bastoncino non in uso all'epoca; naturalmente un responso sicuro in ogni senso potrà essere dato solo dopo un diretto esame del pezzo.
 
 
SILVANO SORANI


Quesito inserito il 2 aprile 2007

Durante la prima guerra mondiale la corrispondenza proveniente dall'Etiopia venne censurata dagli alleati.  Nella cartolina inviata da Addis Abeba a Napoli, alla sinistra del francobollo vi sono quattro strisce verticali celesti affiancate. Sulla busta inviata da Harrar ad Alessandria d'Egitto è presente una specie di fiore formato da un dischetto rosa centrale più grande contornato da sette dischetti rosa più piccoli. Desidererei avere notizie circa questi segni. Sono stati apposti dalla censura egiziana?
Grazie

Luciano Maria     

Risposta inserita il 30 0ttobre 2008

Si tratta di un bollo usato normalmente a Porto Said durante la I guerra mondiale dall'ufficio di censura britannico in Egitto
Avendo collezionato per molti anni la PM. della I G:M. in Palestina ed Egitto, ho visto tale bollo su numerosissime corrispondenze militari che per vari motivi transitavano per gli uffici inglesi
In Egitto ed in Palestina questo bollo di censura si può trovare su corrispondeze degli uffici alleati: Inglesi, ANZAC, Italiani, Francesi, Indiani così come può trovarsi sulle corrispondenze civili che abbiano utilizzato gli uffici postali dell'E.E.F.
 
bollo comunissimo.
 
SILVANO SORANI


Quesito inserito il 15 ottobre 2008

Buonasera sig. Macrelli,
mi scuso per il disturbo, ho di recente trovato il pezzo allegato ma purtroppo non sono riuscito a trovare notizie in merito sia controllando sulle pubblicazioni in mio possesso sia su degli articoli apparsi su alcune riviste.

Potrebbe fornirmi informazioni su questa sezione o in caso negativo pubblicarla sul sito aicpm 

grazie 

David Martignetti

Risposta inserita il 21 0ttobre 2008

Trattasi di annullo in dotazione alla Sezione di Rimini dell'Ufficio di Censura di Bologna Posta Estera apposto su corrispondenza scritta da dipendente dell'Ufficio stesso come si può vedere dall'indirizzo in basso a sinistra. L'ufficio era utilizzato anche per S. Marino.
  
Esiste un articolo, a firma di Walter Astolfi, su tutti gli uffici di censura della I Guerra con indicazione della località pubblicato nel numero 44 del settembre 1985 (pag. 3 e seguenti) della nostra rivista. Nell'articolo è riportato anche l'elenco di tutti gli annulli all'epoca conosciuti dall'Astolfi con l'indicazione delle varie tipologie riscontrate. Nelle intenzioni doveva servire per cercare di censire e catalogare tutte le censure nominative della prima guerra ma ... non mi risulta abbia avuto seguito.  
Spero che il quesito abbia "lanciato" un sasso per far riprendere questa catalogazione in quanto ognuno dei soci, collezionisti della I guerra, ha certamente  svariati esemplari, diretti a zone di confine o all'estro, con questo genere di timbri (guller o lineari di varie fogge) e che possa pertanto fornire elementi per portare molto avanti questa ricerca.
  
 Giancarlo Polverari.



Quesito inserito il 5 febbraio 2008

Nei primi anni del '900 vennero utilizzati simili annulli italiani su corrispondenza spedita da località etiopiche vicine al confine con la Colonia Eritrea. Desidererei conoscere chi utilizzava questi annulli ; erano uffici distaccati o venivano autorizzati dei privati?

Grazie e cordiali saluti,

Luciano Maria

Risposta inserita il 15 0ttobre 2008

Con sorpresa ho visto che nessuno ha ancora risposto a questo quesito ed ho pertanto fatto una ricerca su questi uffici.
 
L’unica “risposta” che ho trovato è in un libricino edito nel 1928 dalla Rivista Filatelica d’Italia quale estratto di uno studio dell’avvocato Gioacchino Saraceni “Storia e filatelia dei possedimenti italiani del Mar Rosso e della Colonia Eritrea”.
 
A pagina 15 si trova il capitoletto delle Agenzie Commerciali in Etiopia dove è detto testualmente:
 
“Le Agenzie commerciali, hanno lo scopo di affermare l’influenza commerciale della colonia; effettuare studi e redigere relazioni per i traffici; determinare la potenzialità produttiva di ogni singola regione; eseguire ed aiutare anche, a vantaggio della colonia, lo svolgersi delle iniziative locali. <riuniscono, proteggono e avviano le carovane, e collocano in sicure operazioni, i capitali della Colonia; sviluppano insomma ogni iniziativa diretta a migliorare il commercio e l’industria generale della Colonia.
 
La agenzia di Dessiè aveva con se anche i servizi postali. Per i servizi telegrafici ha un filo che la lega alla colonia con l’ufficio di Adi Ugri. Per i servizi postali l’Agenzia gestiva una collettoria limitata a servizi delle corrispondenze ordinarie con la colonia. Il bollo postale portava il solo nome “Dessie / (Etiopia)”. Questo bollo lo ho riscontrato usato con inchiostro bleu.
 
Altre Agenzie Commerciali, che funzionarono da collettoria, col bollo come descritto, furono: Adua, Addis Abeba, Makallè, Quorum.
 
Ma tutte, come collettorie postali, ebbero la vita di pochi mesi perchè l’Abissinia non volle saperne di tale servizio e così le cinque collettorie furono soppresse.”
 
Spero che questo sia l’inizio e che tra i tanti soci ci sia qualcuno in grado di ampliare questo sicuramente interessantissimo argomento.
 
Giancarlo Polverari.



Quesito inserito il 13 ottobre 2008

Salve,  invio queste due scansioni sempre a proposito degli annulli falsi... vorrei chiedere in proposito se è veramente frequente, come alcuni collezionisti mi hanno detto, che su corrispondenze zeppelin è facile trovare singoli annulli falsi su corrispondenze sane e viaggiate realmente per "impreziosire" i pezzi.
in questo caso  pongo dei quesiti non essendo per nulla esperto di zeppelin:
1) la tariffa e le date sono congrui?
2) gli annulli del fronte "tripoli posta aerea zeppelin" e "friedrichshafen" mi sembrano autentici come anche i francobolli, mentre mi sembra indubbiamente falso quello violetto con la lupa ( che presenta anche l'anno 1935 al posto del 1933); cosa le sembra?
3) la firma di raybaudy (?) sembra assolutamente autentica, potrebbero essere stati posti dopo gli altri annulli falsi?
4) al retro l'annullo "Roma posta aerea zeppelin" dovrebbe essere quasi certamente falso, a quello di New York sembrerebbe autentico, sull'annullo in verde non mi pronuncio...cosa le pare?
5) in questi casi come si può valutare il pezzo dal punto di vista economico?
spero sia stato esauriente ad esprimere i miei dubbi sul pezzo e  ringrazio fin d'ora per l 'aiuto


Gabriele Costa

Risposta inserita il 13 ottobre 2008

Carissimi amici,

nel campo degli Zeppelin i falsi non sono molto frequenti e fortunatamente sono a basso livello qualitativo come quello inviatomi dove tutto è falso eccetto i francobolli.
La firma del perito è autentica ma, se chiediamo spiegazioni, ci risponderà che ha verificato il francobollo...

Per meglio comprendere il problema allego immagine di un pezzo simile ma autentico dal quale potrete constatare che il falsario non solo ha sbagliato i colori dei timbri speciali ma ha anche esagerato nel riprodurre i timbri di Tripoli e di Friedrichshafen (rispettivamente maggiorati di 2 e 5 mm) e sbagliato molti particolari.
La lupa è riprodotta in giusta grandezza ma disegnata da un selvaggio, ecc. e si può facilmente dedurre che il nostro ha visto solo delle riproduzioni.
Bisogna tener presente anche che i due diversi toni di verde (timbro speciale del 2° volo in SA e timbro tondo di arrivo a Friedrichshafen) sono così tipici e particolari, forse anche per una mutazione dell'inchiostro dovuta ai molti lustri trascorsi, che sono quasi impossibili da imitare.

Non ritengo di dovervi annoiare analizzando il verso anche perché non ho l'immagine ma solo una fotocopia del verso del pezzo autentico inviatovi però posso notare che il timbro falso di arrivo a New York è il medesimo che si riscontra sui falsi della Crociera Balbo del 1933. Che il fabbricante sia il medesimo?

Per quanto riguarda la tariffa il pezzo che vi invio si cataloga come "affrancatura insufficiente" (L. 5 lettera x Europa) poiché per gli USA una lettera doveva essere affrancata con francobollo Zeppelin da L. 20 essendo assimilabile alla tariffa oltre Brasile cioé per altri stati del Sud America.
Si conoscono altri casi simili di Italia e Colonie poiché il sacco postale col corriere destinato negli USA fu inviato direttamente dalle poste di Roma al dirigibile - che era a Ciampino in attesa di intraprendere il volo di ritorno Roma-Friedrichshafen - senza il controllo della congruità delle tariffe, compito che spettava alle poste tedesche secondo la convenzione postale Germania-USA. L'ufficio postale di arrivo, aperto il sacco e constatata l'esigua quantità di aerogrammi per gli USA, ha aggiunto al nostro annullo speciale (Lupa) l'annullo speciale verde del 2° volo in Sud America non tassando alcun pezzo.
Del resto, come dice un mio collega tedesco, le poste germaniche si fecero una "bella pappata" se si considerano le molte buste per gli USA in tariffa con un francobollo Zeppelin da L. 20 oppure follemente affrancate con due francobolli Zeppelin da L. 20.

Cordiali saluti

Fiorenzo Longhi



Quesito inserito il 9 maggio 2008

Sir
I have been able to view your web-site and am amazed. It is wonderful. It sets a standard for everyone that I feel will be hard to equal.

However my knowledge of Italian is very poor, and I may well be missing many things.
On your web site you have sites concerning AOI Postal Offices.  
Is this material copyrighted ?
Can I download the files and publish them in our Journal (Menelik's Journal)?
There is much useful information here for many of our members..
In your auctions do you have a section of Revenue/fiscal Stamps used in Eritrea/Etiopia before and after the war (WWII)?

 Graham Scott

Director Ethiopian Philatelic Society

Risposta inserita il 9 maggio 2008

Dear Graham
        thank you very much for your words about our web-site.
        You can publish in your Menelik’s Journal, writing that are first published in our web-site and giving our web-site address;
        Obviously I’ll be very obliged to receive a copy of your journal  to AICPM C.P. 180, I-47900 RIMINI.
        I’m working on a book about postal offices of AOI and every news from you and your members will be wellcome.
        If you send me your address I’ll send numbers of our magazine of interest for you.
                Very seldom in our auction we have fiscals used in Eritrea, but  sometime it can happen: you must see auction with  photos of every lot.

        Best regards

        Piero Macrelli
        President AICPM

Quesito inserito il  10 aprile 2008

Invio scansione del 12° gruppo antisomm.li preso in una collezione di posta militare , vorrei sapere se qualche socio
conosce questo oggetto di posta militare e l’uso a cui serviva .
Cordiali saluti 

 Claudio Toscano



Risposta inserita il 29 aprile 2008

L'oggetto e' riportato sul catalogo CEI  Luogotenenza del 2005 sulla "franchigia militare - Tripoli ( Libia ) - Tunisi" ( Pag. 189 )
Per chi non possiede il CEI ( sempre se posso riportare qui quello che c'è scritto al riguardo):

 "Fu emesso a Tripoli a  cura del XII Gruppo antisommergibili. Nuovo,  con gomma, si conosce solo un esemplare, (senza gomma sono esemplari  sfuggiti all'annullamento). La corrispondenza veniva bollata, in arrivo,  dal Ministero della Marina, Roma, col timbro tipo conalbi "XII  Gruppo antisommergibili"
Stampa tipografica su  carta bianca. Eseguita dal Tipografo Maggi.  Tripoli. Formato 40x50 mm. circa.
Ne esistono due tipi: accorciato ai  margini in alto e in basso è più comune.»
La stampa è in  azzurro. Su cartolina sono rarissimi."  

Patrizia Zennaro

Avrei la seguente richiesta da sottoporre ai lettori:

Qualche lettore mi può fornire notizie sulla località e sul periodo d'uso dei seguenti due bolli:
1) "Posta Militare Italiana N.12" impiegato durante le grandi manovre del 1887, bollo di posta militare tipo di quelli usati nel 1866;
2) "Posta Militare - 2a Divisione" usato in occasione delle grandi manovre del 1895, bollo doppio cerchio con lunette rigate di 30 mm. di diametro.
Grazie dell'attenzione.

Flavio Pini

Risposta inserita il giorno 11 febbraio 2008

Risposta al quesito del socio Flavio Pini da parte del socio Beniamino Cadioli.
Le "Grandi Manovre" del 1887 si svolsero in Emilia, tra Bologna e Piacenza, concludendosi a Rubiera (Reggio Emilia); quelle del 1895 ebbero luogo tra Rieti e Sulmona, concludendosi all'Aquila.
Uno studio sulla posta militare alle grandi manovre è in corso proprio in questo periodo. Una prima nota è in programma per il prossimo numero della rivista dell'AICPM e tratterà le manovre dal 1860 al 1877; una seconda puntata sarà pubblicata successivamente e tratterà le manovre dal 1878 al 1900, con tutte le notizie a me note sulle manovre oggetto del quesito

Quesito inserito il 29 gennaio 2008

Qualcuno sa spiegarmi l'origine del bollo militare di disinfezione che vi allego?

Grazie

Attilio Piantoni

Risposta inserita il 17 marzo 2008

Non trattasi di bollo militare di disinfezione postale. Il mittente indica sua appartenenza at I° Autoparco di manovra,11mo Reparto (livello di Battaglione)769ma Sezione (livello Compagnia) autocarrata  il bollo ad umido indica invece la 29ma Sezione Disinfezione.Detti reparti operavano a favore delle unità combattenti e di retrovia in sintonia con le Sezioni di Sanità inquadrate ovvero assegnate temporaneamente ,a sostegno delle Grandi Unità e dei reparti,nelle frequenti attività di disinfezione a favore delle truppe e degli ambienti (anticoleriche,antitifo,antimalariche ecc.)
 Dopo l'impiego dei gas asfissianti,vescicanti ecc. da parte austro-ungarica vennero create anche Sezioni speciali per la bonifica del campo di battaglia. 

Sergio Colombini


Quesito inserito il 5 dicembre 2007

Il socio Pino Di Padova chiede l'inserimento dei seguenti due quesiti : 

1) Cartolina postale c.30 Imperiale soprastampa Eritrea P.M. 55 del 14/9/1936 con aggiunta francobollo "1 Thaler"

Qualche socio può darmi delle notizie sull'utilizzo di francobolli stranieri su corrispondenza militare. Il francobollo era dell'Etiopia colonia italiana ed era consentito? era vietato?

2) Cerco notizie sull'utilizzo durante la seconda guerra mondiale del bollo "Addis Abeba Succ.5 Sezione militare del 4/10/1940" non riportato sui cataloghi di seconda guerra

Grazie

Pino Di Padova

Risposta inserita il 24 dicembre 2007

Il socio Enrico Bettazzi  risponde al quesito del socio Pino Di Padova ( inserito il 5 dicembre)

1) L'intero postale eritreo di 30 cent.,inviato per via aerea,sarebbe stato affrancato in misura deficitaria, mancando la normale soprattassa di 50 cent. L'uso del francobollo etiopico non ha comunque giustificazione essendo il suo valore espresso in talleri. L'utilizzo di un francobollo di una nazione occupata da truppe italiane credo debba essere assimilato ai pari caso del periodo 40/43 riportati nel secondo volume del catalogo Marchese (p.66) . Si tratta di estendere quel giudizio a questo esempio di 4 anni prima,i l che mi sembra comunque renda assai interessante l'oggetto postale in questione. Per eventuali valutazioni si rimanda alla pubblicazione citata.

2)Di più facile soluzione il secondo quesito, in quanto trattasi di timbro civile, come riportato nell'articolo di Macrelli e Crevato-Selvaggi apparso in Qui Filatelia, n.13.L'Ufficio succ. n.5 di Addis Abeba derivava dall'Ufficio di PM 130 ivi locato durante la conquista dell'Abissinia, rimasto come Ufficio Stralcio dopo la fine delle ostilita' ed in funzione durante la seconda guerra mondiale. La valutazione che viene data al bollo è di p.8, cioè in una scala "da reperibile a difficilmente reperibile"(p.6-10).

La catalogazione dei bolli civili dell' A.O.I. è reperibile grazie alle copie a disposizione dei soci dell'AICPM.


Quesito inserito il 14 novembre 2007

Egr. Sigg. 

il numero seguente scritto sul retro di una lettera FP 56220 B con il timbro postale Fldpost (F) 26-8-1944, gentilmente mi potreste chiarire la provenienza? 

Grazie.

Celeste Barducci

Risposta inserita il 15 novembre 2007

Il socio Samuel Rimoldi risponde al quesito del socio Celeste Barducci ( inserito il 14 novembre)

la Feldpost 56220 è assegnata al Reggimento Fanteria da Fortezza tedesco 966: la B dopo il numero generalmente sta ad indicare la prima compagnia (A per la compagnia comando, B per la prima, C per la seconda e così via)
Fino all'agosto '44 il reparto è dislocato a Cefalonia, dal mese successivo in Grecia ed indi in Serbia; nel '45 è in Croazia.
A tale reparto vengono aggregati alcuni soldati italiani provenienti da Cefalonia e dalla Grecia.

Samuel Rimoldi

Quesito inserito il 16 giugno 2007

Buongiorno,
ho difficoltà a trovare l'esatta tariffa per questa ric. ritorno spedita  da Milano il 31-1-1940 ed indirizzata
all'ufficio distrettuale Imposte dirette ad addis abeba, ed affrancata per 75 cent: forse tariffa posta aerea?
grazie


Bruno Travella

Risposta inserita il giorno 8 settembre 2007

Il socio Antonio Lampariello risponde al quesito del socio Bruno Travella ( inserito il 16 giugno )

E' molto probabile che il mittente della ricevuta di ritorno (e quindi della raccomandata) sia stato indotto in errore dal cambio tariffario dell'anno precedente (12.1.39) quando la tariffa lettera primo porto venne aumentata da 50 c. a 75 c.. La tariffa della ricevuta di ritorno è stata quasi sempre identica a quella della lettera di primo porto, ma in questo caso, (1939), non subì alcun incremento per cui la tariffa della lettera venne aumentata a 75 c. ma quella dell'avviso di ricevimento rimase 50 c. Un ottimo affare per le poste!

 

Antonio Lampariello

Quesito inserito il 4 aprile 2007

Desidero conoscere quali libri sono ancora disponibili in commercio sulla storia postale dell’occupazione anglo-americana della Venezia Giulia; ad oggi ho trovato solo il volume: Agostino Zanetti, Cesco Giannetto, A.M.G. V.G. Governo Militare Alleato della Venezia Giulia, Milano 1973.

Antonio Ereno

Risposta inserita il 5 aprile 2007

Il socio Stefano Domenighini risponde al quesito del socio Antonio Ereno ( inserito il 4 aprile )

oltre al già segnalato libro, altre importanti opere sono state pubblicate negli anni seguenti:
- TRIESTE FRA ALLEATI E PRETENDENTI di Franco Filanci, ediz. Poste Italiane 1995;
- I SERVIZI POSTALI NELLA VENEZIA-GIULIA 1945-1947 di Edoardo P. Ohnmeiss, Edit. Sometti Mantova 2000;
- 1954 IL SERVIZIO POSTALE RITORNA ALL'ITALIA di Bruno Crevato-Selvaggi, Ediz. Poste Italiane Trieste 2004;
- LA POSTA IN VENEZIA-GIULIA TRA AUSTRIA ED ITALIA 1918-1925 di Bruno Crevato-Selvaggi in Atti e Memorie della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria, vol. XCVI Trieste 1996;
- GLI UFFICI POSTALI IN DALMAZIA 1918 - 1923 di Bruno Crevato-Selvaggi in Atti e Memorie della Società Dalmata di Storia Patria vol. LXVII Roma  1996;
- DALMAZIA OCCUPATA: ESEMPI POSTALI di Bruno Crevato-Selvaggi in Atti e Memorie della Società Dalmata di Storia Patria vol. XXIV Roma 2002.
Sono inoltre disponibili vari articoli rintracciabili tramite ricerca nel sito internet dell'Istituto di Studi Storico Postali di Prato.
Spero di essere stato utile.
Cordialità

Stefano Domenighini

**************************************** 

Risponde la redazione:

a quanto indicato dal socio Domenighini si può aggiungere:

Raybaudi-Gabbini "Le occupazioni alleate in Italia" Ed Raybaudi 1991

Quesito inserito il 3 aprile 2007

Vorrei avere tutte le notizie possibili riguardo alla cartolina postale allegata in scansione. La cartolina è spedita da Biella (Vercelli) il 28-05-1945 con 2x10 cent imperiale, 2x15 cent imperiale entrambi con i fasci ed un 10 cent monumenti distrutti RSI a Marinapost Napoli, RI Duca d'Aosta.
In particolare volevo sapere:
- la tariffa è congrua? il 10 cent RSI è ancora in validità?
- la cartolina preindirizzata verso Marinapost Napoli è rara?
- qual'è l'esatta dicitura visto che è coperta dai francobolli?
ringrazio tanto

 Gabriele Costa

Risposta inserita il 4 aprile 2007

Il socio Roberto Colla risponde al quesito del socio Gabriele Costa ( inserito il 3 aprile )

A) La tariffa non è esatta. Dall’1.4.45 la tariffa per le cartoline con comunicazioni epistolare dirette a militari o graduati di truppa era fissata in c. 60. Nel caso specifico, essendo il destinatario un ufficiale la cartolina avrebbe dovuta essere affrancata per £.1,20, in carenza avrebbe dovuta essere tassata.Sappiamo tutti che il periodo storico era un “poco movimentato” e le tariffe applicate o conosciute, specialmente in alcune zone del Nord, erano le più disparate e mentre nei grandi centri si applicavano le disposizioni fiscalmente, in altri si tassava o detassava  in modo assolutamente estemporaneo. Per mancanza di valori postali si fece largo uso di francobolli della ex RSI. Anche in questo caso abbiamo usi (nello stesso periodo V/IX.45) sanzionati, tollerati od addirittura (nel Veneto) autorizzati per molti mesi dopo la fine del conflitto.      

B) Non sono in grado di dare una valutazione oggettiva alla cartolina presentata. Come tutte le risposte dirette ai singoli militari non sono di facile reperimento. Le poche volte che si reperiscono sono in genere molto sciupate. 

C) Ipotizzo che la parola coperta sia “POSTALE” seguita da un rettangolo punteggiato per il bollo.

Roberto Colla

Quesito inserito il 27 marzo 2007

Vorrei avere informazioni riguardanti una franchigia militare con bollo CONCENTR. SEZIONE E.P. - il suddetto bollo nel catalogo MARCHESE, non viene riportato, o meglio non è riportato graficamente e non ne è data alcuna valutazione. ne allego una copia
ringraziando anticipatamente, invio i miei più cordiali saluti
 
dott. Gianluca di Lauro

Risposta inserita il 31 marzo 2007

La redazione risponde al quesito del socio Gianluca di Lauro ( inserito il 27 marzo )

Il bollo meccanico CONCENTR.SEZIONE EP è riportato nei volumi di Cadioli-Cecchi “I servizi postali dell’Esercito italiano 1915-23” e nel “Catalogo-inventario dei bolli della primi guerra mondiale” a cura di Cadioli consultabile nell’area soci del nostro sito.

La redazione


Quesito inserito il 24 marzo 2007

Colleziono posta dei prigionieri di guerra e chiedo l'aiuto dei soci per sapere dove era dislocato l'  A.P.O. n. 56 inglese il 30/08/1941, il cui bollo ho rinvenuto sulla busta che allego, proveniente da Gimma, in Etiopia.
Chiedo anche il titolo di un testo, reperibile sul mercato, su cui trovare le dislocazioni nei vari periodi degli A.P.O. inglesi nell'ex A.O.I. e nell'East Africa  durante la II guerra mondiale.
Grazie per la collaborazione

Maria Marchetti

Risposta inserita il 30 marzo 2007

Il socio Luigi Sirotti risponde al quesito della socia Maria Marchetti  ( inserito il 24 marzo 2007 )

Confermo che la lettera ³APO 56 ³ del 30.8.41 è partita da Gimma dove era localizzato l¹ufficio dal giugno del 1941. Nel mio archivio ho riferimenti di alcune lettere.
Le notizie al riguardo sono a pagina 63 del mio volume "Le occupazioni Britanniche delle colonie italiane" Sassone editore, 2006. Per quanto concerne i riferimenti della letteratura, a pagina 357 e 358 sempre del volume sono richiamate nella bibliografia le pubblicazioni di E. B.Proud.
Queste pubblicazioni sono esaurite da parecchi anni: ogni tanto appare qualche esemplare nelle vendite alle aste di Londra a prezzi molto alti.
                  
Luigi Sirotti

Quesito inserito il 17 marzo 2007

Sono il socio Eugenio Bolleri, di Genova.

Allego alla presente la foto (fronte e retro ) di una lettera, purtroppo in parte rovinata, chiedo se è possibile conoscere alcune informazioni su questo Campo Villari.

Ad esempio quando è stato istituito, che militari vi erano collocati.

Il timbro postale Bengasi n°1 Gerka, non sono riuscito a trovarlo in nessuna lista degli uffici postali.

La lettera contiene il foglio interno ed è firmato dal Tenente Azzali Comandante del Campo Villari.

Il Comandante scrive in calce Berka Bengasi mentre nel talloncino della raccomandata si legge chiaro Gerka, forse il talloncino è sbagliato?, sul timbro sembrerebbe Berka  

Grazie della vostra attenzione    

Eugenio Bolleri

 

Risposta inserita il 21 marzo 2007

Il socio Bruno Crevato Selvaggi risponde al quesito del socio Eugenio Bolleri  ( inserito il 17 marzo 2007 )

Non conosco il "Campo Villari" (non è il nome di una località in Libia), ma posso confermare che il nome sull'etichetta, curiosamente, è stato stampato male. Il nome corretto non è "Gerka" ma  "Berka" (poi "Berca"). Si trattava della cittadella militare a pochissima distanza da Bengasi (1 chilometro al massimo) dove vi erano una grande caserma ed altri edifici, fra cui la posta. Oggi il complesso, parte integrante della città, non esiste più: è la zona della cittadella dello sport, e dov'era la caserma sorge lo stadio cittadino.
BCS


Quesito inserito il 15 marzo 2007

"Esiste uno studio sugli Uffici postali che hanno adottato l'annullo con la integrazione del nome FRIULI in aggiunta alla località, a seguito della costituzione della Provincia del Friuli nel Gennaio 1923?"
Grazie 

Bruno Lucci 

Risposta inserita il 21 marzo 2007

Il socio Bruno Crevato Selvaggi risponde al quesito del socio Bruno Lucci  ( inserito il 15 marzo 2007 )

Su "L'Annullo" n. 134 del 2001 è stato pubblicato, a mia firma, un articolo dal titolo "Il paradiso del marcofilo, ovvero della provincia del friuli", ove illustro in maniera rigorosa e documentata le variazioni di denominazione della provincia, da Udine a Friuli a Udine.Ed il perché alcuni bolli riportano "Udine" altri "Friuli".Vi sono anche le riproduzioni dei bolli di un paio di uffici.
Se non lo si trova nella biblioteca propria o del proprio circolo, si può richiedere all'Istituto di studi storoici postali di Prato (issp@po-net.prato.it).
BCS

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Risposta inserita il 19 marzo 2007

Il socio Domenighini Stefano risponde al quesito del socio Bruno Lucci ( inserito il 15 marzo 2007 )

Durante una delle riunioni dell'A.S.P.-F.V.G. del 2006 mi è stato consegnato il piano di una collezione sugli annulli della provincia del Friuli 1923 - 1927 riportanti appunto la dicitura FRIULI in luogo di Udine, collezione che riguarda però solo gli uffici acquisiti con la vittoria nella Grande Guerra. Alcuni Soci di detta associazione stanno conducendo una ricerca su questo periodo.
Vedrò di essere più preciso nei prossimi giorni. Anticipo che la prossima riunione dell'A.S.P.-F.V.G. si terrà (salvo diversa disposizione) il secondo sabato di aprile a Villa Manin di Passariano presso Codroipo presso il ristorante Ca' degli Angeli dopo le ore 15.30.

 Domenighini Stefano 

www.bollionline.net/catalogo/arte/arte.html