Filodiretto - (Pseudo)Forum

In questa sottosezione sono proposti i quesiti che non solo hanno ricevuto risposta, ma sono stati oggetto di interventi successivi da parte dei soci

Quesito inserito il 29 marzo 2010 ( Bruno Bolleri )

Nella mia raccolta ho  notato che la cartolina di posta militare ( di cui allego scansione ) riporta il timbro Meccanico POSTA MILITARE  CONCENTR. SEZIONE E.P.   e nella stessa si riporta la data del 7 gennaio 1919.
Sul catalogo on line, si riporta la data di inizio del 19 Gen.19.
Gradirei sapere se attraverso la mia segnalazione verrà modifica la data sul catalogo.
Saluti

Eugenio Bruno Bolleri

    

Risposta inserita il 29 marzo 2010

Gent. Sig. Eugenio  Bruno Bolleri,

il presidente Macrelli mi ha trasmesso la sua e-mail con la segnalazione relativa ad un bollo meccanico del Concentramento di Bologna.Il catalogo-inventario che ho curato è per necessità molto stringato e, talvolta, purtroppo poco chiaro.

Di bolli meccanici della Sezione EP sono elencati in catalogo quattro tipi base: - uno senza lettere apparenti nelle linee ondulate della targhetta, con date estreme note 19 Gen 19 e 20 Mar 19 - uno con le lettere I D, con date estreme 30 Nov 18 e 2 Dic 18 - uno con le lettere I R, noto in due sottotipi differenti nel guller, con date estreme 12 Apr 18 e 22 Giu 19,- uno con le lettere I T, con date estreme 9 Mar 18 e 22 Apr 18.

Il bollo di cui lei ha inviato la scansione ha  le lettere I R ed è in data compresa tra quelle estreme indicate in catalogo.

Alla pagina 118 del Volume 1 da me curato con Aldo Cecchi "I servizi postali dell'Esercito Italiano 1915-1923", edito da Sirotti nel lontano1979, sono riprodotti tutti i bolli inquestione, tranne quello senza lettere nelle linee ondulate, che ancora non conoscevamo.

Grazie comunque per l'interesse dimostrato.

Cordiali saluti.

Beniamino Cadioli

Intervento inserito il 2 aprile 2010

Volevo completare la risposta data dal socio Cadioli al socio Bruno Bolleri, segnalando la data estrema del bollo Posta Militare " Concentr.Sezione EP " senza lettere tra le  righe ondulate, con una Cp. c. 10 Leoni in mio possesso,del 22\5\1919 manoscritto al retro " Quero 18\5\1919 "

Cordiali saluti

Di Padova Pino


 

 

Quesito inserito il 24 febbraio 2010 ( Vittorio Quadrio )

Cari Soci,
che dire di un annullo 2° guerra PM concentramento XIII  (13) fuori data e non catalogato ?

Vittorio Quadrio

Risposta inserita il 25 febbraio 2010

Provo a rispondere, anche se non mi è ben chiara la domanda, in particolare sul presunto “fuori data” del bollo (11.10.42), dato che i ben noti lavori sia di Marchese sia quello mio con Cecchi dicono che il XIII Concentramento fu sciolto solo il 17 novembre 1942.  

Quanto al bollo, conosco i seguenti tre diversi sottotipi di bolli metallici tondi a data con la dicitura del “XIII Ufficio Postale Concentramento”:

Quello sulla cartolina del socio mi sembra il n. 2; per una conferma mi servirebbe una scansione o fotocopia in formato rigorosamente originale.

Sarebbe anche utile vedere il verso, per controllare la data di spedizione indicata dal mittente.

Questi indica nel proprio indirizzo “Posta Militare n. 34 –Nucleo B”, che funzionò a El Dà Ba dal 17.7.42 andando poi disperso col 5.11.42, a seguito della battaglia di El Alamein.

Conosco varie altre corrispondenze con lo stesso indirizzo dei mittenti (PM 34 – Nucleo B), che recano tutte il bollo del XIII Concentramento, ma del tipo n. 3 sopra riprodotto.

E’ possibile che bolli del XIII Concentramento (allora situato a Marsa Matruk) fossero stati dati in uso al detto Nucleo B, una prassi che si riscontra in vari altri casi in A.S., oppure che il Nucleo B trasmettesse la propria posta in partenza al XIII Concentramento, che provvedeva a  bollarla.

Beniamino Cadioli

Intervento inserito il 25 marzo 2010

Gent. Dr. Quadrio,
 
ho ricevuto attraverso il Presidente Macrelli le fotocopie della sua cartolina col bollo del XIII  Concentramento e ringrazio entrambi. Il controllo conferma trattarsi del bollo tipo 2 dei tre che conosco e di cui ho inviato già le impronte al sito AICPM. Finora conoscevo vari casi del bollo tipo 3 su provenienze dal Nucleo B della PM 34, ma non il tipo 2. Un esempio si può vedere dalla busta di cui allego scansioni di recto e verso

 

 

Tenendo anche conto della differenza di due giorni tra la data del mittente e quella del bollo della sua cartolina, in definitiva la cosa più semplice che mi viene da pensare è che il Nucleo B non avesse in dotazione propri bolli postali annullatori, metallici a data (invece aveva bolli interni d'ufficio, come si vede dal verso della mia busta) e che all'annullamento provvedesse il XIII Concentramento, cui affluiva la posta da detto Nucleo. La cosa mi sembra abbastanza logica, anche se in storia postale la semplice logica può essere fuorviante.
Un cordiale saluto.
 
Beniamino Cadioli

Quesito di Francesco Dodi  ( inserito il 2 luglio 2008 )

Salve a tutti

Sono un giovane iscritto da un paio di anni e questa è la mia prima richiesta spero di fare tutto correttamente. Allego una scansione di un timbro di posta militare che non riesco a catalogare. Si tratta di un timbro molto inchiostrato oppure è stato scalpellato o oscurato volontariamente? Se si mi potete dare alcune informazioni in merito?

Grazie anticipatamente

Francesco Dodi

Risposta inserita il 3 aprile 2009

In riferimento al quesito in questione (Franchigia militare), ritengo che la risposta possa essere la seguente:
"Il timbro militare in questione non è troppo inchiostrato, ma è stato volutamente oscurato con una scalpellatura rudimentale dell'Unità (Divisione, Armata, ecc.). Trattasi di corrispondenza indirizzata a località di confine (Como, Novara, per esempio) o all'estero (Svizzera), o provenienti da Unità di prima linea a contatto col nemico, con il rischio che la corrispondenza venisse intercettata nel caso di ritirata. In alcune cartoline in mio possesso si legge: "Sono in trincea, sto partecipando all'offensiva,...”). Nel caso di intercettazione il nemico poteva venire a conoscenza della dislocazione delle varie Unità. Non era, comunque, l’unico sistema, ho riscontrato timbri oscurati da altri timbri, sia tondi che quadrati, con annulli a punti, in alcuni casi è stato solo oscurato il numero della Divisione. Circa il periodo d’uso, ho riscontrato questo tipo di oscuramento da maggio a dicembre del 1916 e dopo Caporetto, comunque sempre su annulli divisionali e non numerali, in quanto questi ultimi erano già timbri in codice (un numero al posto dell’Unità). Infine un’ annotazione curiosa: molto spesso su cartoline con annulli oscurati, il mittente indica senza problemi la Divisione, la Compagnia, ecc.”
Cordiali saluti.

Giuseppe Beccaria.

Intervento inserito il 10 aprile 2009

Ho letto con attenzione la risposta del socio Beccaria e su questo timbro, anche se plausibile, non concordo su quanto da lui supposto. Nella metà degli anni 70 ci siamo occupati con l’amico (purtroppo venuto a mancare) Buzzetti di questi annulli con il reparto non leggibile e, dopo aver raccolto un discreto numero di pezzi, siamo giunti alla conclusione che ciò era dovuto sia alla poca cura degli impiegati postali nella pulizia dei timbri (le lettere che compongono il nominativo della divisione sono molto ravvicinate), sia, anche se in maniera minore, al “consumo” del timbro.  
I timbri che abbiamo riscontrato con queste “caratteristiche” sono pochi e le corrispondenze sono dirette praticamente in tutte le località facendo pertanto cadere l’ipotesi di copertura voluta del reparto in quanto per questo venivano usati altri timbri o sistemi come citato dal Beccaria.
Il timbro di cui al quesito è uno dei timbri usati dall’8° Divisione (rintracciabile anche dai mittenti che citano nell’indirizzo “Brigata Palermo”) di cui ne ho vari pezzi diretti in varie parti d’Italia dove si vede che, a partire dalla metà del 1916, la dicitura diventa sempre più illeggibile fino ad esserlo completamente a partire dalla metà di settembre.
La stessa cosa è successa ad uno dei timbri dell’11° Divisione (citata nell’indirizzo dai mittenti) che, a partire dai primi mesi del 1916, diventa sempre più confuso fino ad essere completamente illeggibile a partire dal mese di maggio.
Non ci sono capitati altri casi così eclatanti e continui nel tempo e pertanto abbiamo abbandonato la ricerca.
 
Giancarlo Polverari.

Intervento inserito il 19 aprile 2009

In relazione al quesito del sig. DODI, del quale è stata pubblicata la mia risposta in data 3/4/2009 su Filodiretto, vista la controrisposta del sig. Giancarlo Polverari, non posso esimermi da una controreplica, perché le sue affermazioni (pur se avallate, a quanto pare, dal compianto ed esperto Buzzetti) non mi convincono, in quanto parecchi elementi possono portare a conclusioni diverse. Prima di tutto, che ‘l’oscuramento’ sia dovuto ad un consumo abnorme (o a poca manutenzione) del timbro mi pare la conclusione meno fondata; solo alcuni timbri si sono consumati (o sporcati) in modo insolito e, caso singolare, solo nella parte bassa, dov’è indicato il reparto e non nella parte superiore dov’è scritto ‘Ufficio posta militare’, che è leggibile e pulitissima? In secondo luogo, il problema della destinazione a mio avviso è importante, ma più importante ancora è la località di partenza, in zone a contatto con il nemico, che poteva intercettare la corrispondenza. Il sig. Polverari, che, mi par di capire, esclude l’eventualità che qualche reparto avesse deciso di oscurare il timbro, mi dovrebbe, a questo punto, spiegare l’origine dei timbri di cui riporto l’immagine qui sotto:

Mi pare sia indiscutibile l’intento (quale altra ragione ci potrebbe essere?) di oscurare l’indicazione dell’Unità. In alcune franchigie che presentano questo tipo di timbri, nella parte destinata al mittente non vi è alcuna indicazione (nemmeno il nome del mittente), in deroga alle regole della corrispondenza militare (che non aveva corso in mancanza del mittente). La seconda e la terza sono dirette in Svizzera; sulla terza il numero dell’Armata è stato raschiato manualmente.

In conclusione, affermare che il timbro in possesso del sig. Dodi sia illeggibile perché sporco o consumato, mi sembra un’affermazione un po’ azzardata; la mia impressione è che sia stato più che scalpellato, ‘riempito’, in modo da renderlo illeggibile nella parte che interessava.

Giuseppe Beccaria