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94/3
La cartolina illustrata qui riprodotta, spedita in franchi-
gia da Pisa e giunta a Genova in data 24.IX 1945, pre-
senta, in aggiunta a quello postale di arrivo, i seguenti
timbri: lineare “Posta per prigionieri di guerra” e
ovale con contorno dentellato, testo su cinque righe
“Franchigia Postale /Commissione Pontificia /
Assistenza / Prigionieri di Guerra / Genova”.
Le domande fatte dal richiedente sono: che prigionieri
erano.; a Genova dove operava la Commissione
Pontif icia.; quale è stato il periodo di funzionamento.;
chi la gestiva.; che competenze aveva.
Risponde la Redazione – Questo è il classico esempio
in cui, presumibilmente, alcune domande “eccedono”
le normali capacità di risposta di un collezionista di
“prigionieri di guerra”. Per rispondere in via esaustiva
a tutte bisognerebbe disporre di fonti d’archivio molto
specif iche, soprattutto per quanto riguarda la situazio-
ne a Genova subito dopo la f ine della guerra. Malgrado
ciò pubblichiamo ugualmente la richiesta nella speran-
za che qualcuno sia in grado di dare almeno una qual-
che risposta anche parziale.
94/4
Il socio Roberto Gallo di Milano ci chiede:
I bolli di questi due uff ici postali in Prov. di Aosta
(PLANAVAL / 31.5.39 e BAIODORA / 24.7.40) rien-
trano tra quelli delle località lungo il conf ine con la
Francia che all’epoca della dittatura fascista hanno
cambiato il toponimo a causa della legge sulla purezza
della lingua. In caso affermativo qual è l’attuale topo-
nimo di queste due località.
94/5
Per quale motivo presso la stazione ferroviaria di
Venezia veniva usato un bollo con la dicitura “Venezia
Ferr. Racc. / Sez.ne Speciale” . Quale genere di corri-
spondenza doveva essere bollato con questo bollo della
“Sezione Speciale”.
94/6
Il socio Gianfranco Mattiello di Lodi ci comunica che
sta preparando la seconda edizione del libro “Italian
Censorship on Civil Mail 1940 –1945” (pubblicato in
proprio nel 2000) ed in questo aggiornamento vorreb-
be completare l’elenco delle province con il relativo
codice di identificazione che appare nel bollo di censu-
ra (numero convenzionale seguito dalla lettera “R”) che
nell’introduzione alla prima edizione (pagg. III e IV)
non è stato indicato oppure è stato sostituito con un
punto interrogativo.
I codici che ancora non conosce sono quelli delle
seguenti città:
Agrigento, Catania, Cagliari, Caltanissetta,
Campobasso, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Foggia,
Frosinone, Grosseto, Latina (ex Sabaudia), Massa
Carrara, Matera, Nuoro, Palermo, Pescara, Pistotia,
Potenza, Ravenna, Rieti, Siracusa, Spezia, Taranto,
Te rni, Trapani, Treviso, Viterbo.