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Le rubriche
SEGNALAZIONI E QUESITI
a cura di Valter Astolfi - via Ennio 25 - 20137 Milano MI - telefono 025457536 - astolfi1@libero.it
Le segnalazioni, i quesiti e le relative risposte vanno inviati al curatore della rubrica; qualora corredate da ripro-
duzioni, sono richieste nitide fotocopie a colori.
Per le risposte indicare il numero di riferimento che figura prima del quesito.
AVVERTENZE:
Segnalazioni: devono essere veramente tali e non
brevi articoletti
Quesiti: devono essere di natura postale; quesiti di
altro tipo (storico, geografico, ecc.) saranno presi in
considerazione solo se strettamente necessari a meglio
definire l’aspetto postale
Riproduzioni: devono essere costituite da fotocopie a
colori di buona qualità (non da PC). Diversamente non
saranno pubblicate. Così pure se non ritenute opportu-
ne.
Regolamento: la Direzione si riserva la facoltà di sta-
bilire in quale numero della rivista pubblicare le segna-
lazioni ed i quesiti fino a quel momento pervenuti e
così pure di non pubblicare quelli ritenuti di scarsa uti-
lità rispetto agli interessi dei Soci.
SEGNALAZIONI:
Il Corriere speciale Trieste-Vienna
Sul numero 95 della nostra rivista, nel suo articolo
sulla Missione italiana d’armistizio a Vienna, Valter
Astolfi parla anche del bollo lineare “Commissione
Censura Postale /
Trieste / Ufficio
Corriere Speciale
Vienna”, che è
raro e di cui non
ha ulteriori noti-
zie, nonostante
diverse ricerche
svolte.
Ebbene, sono in
grado di fornire ai
lettori alcune
informazioni di
grande interesse e
del tutto inedite su
questo servizio di
“corriere specia-
le”, desunte da
una ricerca archi-
vistica che ho
svolto, anticipan-
do alcuni dati trat-
ti dal saggio completo sull’argomento che uscirà sul
prossimo numero di “Archivio per la storia postale”, la
rivista dell’Istituto di studi storici postali, dove si tro-
verà la storia completa della vicenda, i documenti pro-
batori dei dati che ora fornisco e notizie riguardanti
altri servizi di corrieri nell’area.
Il Governatore militare, generale Petitti di Roreto, era
giunto a Trieste il 3 novembre 1918, e sin dal 5 novem-
bre aveva bloccato le corrispondenze postali, telegrafi-
che e telefoniche con i paesi già austroungarici. Per
mesi, vista anche la tensione con la neonata Jugoslavia,
la linea di armistizio costituì un reale sbarramento mili-
tare, che non doveva essere oltrepassato né da persone
né da cose né da notizie, e quindi anche da corrispon-
denze. Queste esigenze politico-militari si scontravano
però con le esigenze commerciali di Trieste, che stava
riprendendosi. Nell’anteguerra tutte le principali attivi-
tà commerciali triestine gravitavano su Vienna, o
comunque sul retroterra centroeuropeo: avulso da quel
nesso dalla linea d’armistizio, il ceto commerciale cit-
tadino ambiva a riprendersi quel ruolo e a riallacciare i
rapporti economici e commerciali con le antiche piaz-
ze, se non altro per liquidare i rapporti aperti.
 
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